NARDO' - Una morte sospetta, da indagare meticolosamente. I campioni prelevati ora si trovano a Bologna.
E’ quella di un medico di 67 anni, professionista leccese noto e stimato.
Il decesso risale al 27 settembre scorso e potrebbe essere stato causato da una variante del morbo di Creutzfeldt-Jacob, ovvero da una mutazione genetica di quell’encefalite spongiforme più tristemente nota come «il morbo della mucca pazza».
Il medico si è spento nel reparto di lungodegenza dell'ospedale di Nardò.
E il sospetto che possa trattarsi di questa terribile sindrome, nei giorni scorsi ha indotto la Asl a disporre un accertamento di tipo istologico per stabilire la causa della morte.
Il prelievo è stato effettuato giovedì della scorsa settimana nell'ospedale «Antonio
Perrino» di Brindisi, presidio di riferimento del Sud Italia per il prelievo dell’encefalo.
Lì, nel reparto di Anatomia patologica, guidato dal dottore Mario Criscuolo, si può
procedere perchè la struttura è dotata di sale a norma e di un’apparecchiatura che
consente il prelievo di campioni senza rischi.
Il professionista era ricoverato da qualche mese in ospedale. I familiari gli hanno riservato cure di ogni tipo ma il male non gli ha dato scampo. I medici che lo avevano in cura non potevano non nutrire il sospetto e così, come prevede la legge, hanno informato i vertici della struttura sanitaria, risparmiando la notizia ai parenti. E il giorno successivo i familiari, straziati dal dolore, hanno celebrato i funerali.
All’indomani, però, quando la moglie del professionista si è presentata nell'obitorio
del cimitero di Lecce per la tumulazione, la salma non c'era più perché era stato previsto l'esame autoptico.
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La sindrome della «mucca pazza» è una malattia che ha colpito la specie bovina con un picco verso la fine degli anni '80 (primo caso in Inghilterra nel 1986), e in campo medico viene chiamata encefalopatia spongiforme bovina (il cervello dell'animale, al microscopio, ha un aspetto spugnoso). E' causata da una proteina anomala nel cervello
dell'animale: questa proteina, normalmente, è sempre presente, ma se il bovino viene nutrito con farine animali scadenti la proteina muta e scatena la malattia.
Può essere trasmessa all'uomo sotto forma di variante del morbo di Creutzfeldt-Jacob, ed in questo caso il contagio avviene esclusivamente attraverso l'assunzione di carni infette. Contrariamente alla forma classica, che colpisce soprattutto persone di età compresa fra i 45 ed i 75 anni, la variante si manifesta anche nei giovani adulti con un'età media di 28 anni. Dal 1986 fino all'aprile del 2012 in Europa ci sono stati 225 casi, tutti mortali.
I sintomi e l'evoluzione sono identici alla malattia di Creutzfeldt-Jacob, causata da un agente infettivo chiamato
«prione». La sindrome può insorgere a causa della presenza di prioni in sostanze contaminate raccolte nel cervello, come immunoglobuline, o trapianti.
Diversamente, la malattia può essere anche ereditaria, e si manifesta a causa di una mutazione del Dna. La sintomatologia è costituita da perdita di memoria, cambiamenti di personalità, allucinazioni, rigidità posturale e convulsioni, dovuti alla perdita di neuroni. La durata della malattia varia notevolmente, portando alla morte il paziente in molti mesi o poche settimane. La diagnosi avviene solo con il prelievo di membrane dell'encefalo.
















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