NARDO' - L’episodio risale ad un anno fa. Piccione, proprietario dell’immobile in cui abitava la donna, aveva raggiunto il locale di via don Gregorio Gaballo, alla periferia di Nardò. Ne è nato un litigio per presunte morosità.
Un patteggiamento per chiudere il conto con la giustizia. Alessandro Corrado Piccione, 41 anni, di Nardò, ieri mattina è comparso davanti al gip Annalisa De Benedictis che gli ha applicato la pena concordata con la Procura: tre anni. L’uomo, difeso dall’avvocato Ezio Maria Tarantino, era accusato di lesioni personali gravi per aver travolto con l’auto Antonella Bisanti, 48 anni, di Nardò, barista del “Plaza Cafè” di via XX Settembre.
L’episodio risale ad un anno fa. Piccione, proprietario dell’immobile in cui abitava la donna, aveva raggiunto il locale di via don Gregorio Gaballo, alla periferia di Nardò. Ne è nato un litigio per presunte morosità. Gli animi si sono riscaldati e la lite, cominciata a casa, è poi proseguita all’esterno. Per strada Piccione e la donna hanno continuato a discutere. E, ad un certo punto, il 41enne è salito in auto, ha avviato il motore e non ha esitato ad travolgere la donna, passandole sopra con l’auto.
Le conseguenze dell’incidente sono state gravi sia per lui che per lei. Antonella Bisanti, è stata ricoverata nel reparto di Rianimazione di Lecce e sottoposta ad un delicato intervento chirurgico nel tentativo di fermare una emorragia.
Per Piccione, invece, è scattato l’arresto: con il passare del tempo, però, la sua posizione si è alleggerita e l’iniziale accusa di tentato omicidio è passata in quella meno grave di lesioni personali. Nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari compariva anche il figlio della barista.
Era accusato di danneggiamento per aver preso a calci l’auto di Piccione. La sua posizione, poi, è stata chiarita e, alla fine, è stata disposta l’archiviazione sulla scorta di un’istanza presentata dagli avvocati difensori Gianpiero Geusa e Luigina Muscetra.
















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