NARDO' - L'Eco di Bergamo propone una storia particolare: due neritini residenti in Lombardia, uno appena trasferitosi, l'altro che svolge da anni la professione di tatuatore, tentano di far uscire dalla propria abitazione quattro fratelli marocchini. Con le buone non ci riescono e, così, finisce molto male.
La famiglia marocchina non pagava l'affitto da tempo e il padrone di casa mesi fa aveva già inviato una lettera ai quattro fratelli (tre uomini e una donna), intimando loro di lasciare libero l'appartamento. Più volte – secondo la versione del proprietario di casa, N. G., pugliese di 30 anni residente a Nardò (Lecce) – lui e suo fratello, S. G. di 42 anni residente a Gorle, si sono recati nell'abitazione di Albano Sant'Alessandro, in via Meucci 1, senza mai riuscire a trovare qualcuno in casa.
Così domenica pomeriggio, verso le 15,30 hanno pensato di fare un blitz, approfittando del giorno festivo: armati di un grosso sasso hanno suonato al campanello dell'appartamento e non appena la donna ha aperto si è scatenato il finimondo. La lite è presto degenerata ed è diventata sempre più violenta, sia sul pianerottolo del piano ammezzato che all'interno dell'abitazione: i due fratelli hanno infierito con la pietra e con calci, pugni e spintoni, mentre la famiglia marocchina ha risposto con spranghe e la gamba di ferro di un letto. Urla, botte, vestiti strappati, scarpe che volavano fino a quando la donna marocchina, F. E. di 35 anni, è stata scaraventata fuori dalla finestra ed è rimasta immobile sull'asfalto del cortile. I vicini di casa, spaventati, hanno subito chiamato il 112. Gli agenti della polizia intercomunale dei Colli, guidati dal comandante Enzo Fiocchi, sono intervenuti con diverse pattuglie insieme ai mezzi del 118: l'automedica di Seriate, l'ambulanza dei volontari di Pedrengo e quella della Padana emergenze.
I soccorritori si sono trovati davanti una scena da guerriglia: hanno subito trasportato la donna, che sembrava più grave, all'ospedale Papa Giovanni con l'automedica. Gli agenti del consorzio hanno interrogato i due fratelli pugliesi e i tre marocchini (M. E. di 23 anni, A. E. di 30 e R. E. di 25), tutti doloranti, e sequestrato sassi, spranghe e tutto il materiale utilizzato nella rissa. I due fratelli italiani sono stati portati con le ambulanze alle Cliniche Gavazzeni: hanno riportato fratture scomposte alle braccia e guariranno in trenta giorni. La trentacinquenne marocchina è stata sottoposta a una Tac e ricoverata al Papa Giovanni, ma le sue condizioni non sono gravi.
Per tutti e sei è scattato l'arresto per rissa e saranno processati per direttissima davanti al giudice del tribunale di Bergamo.
















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