NARDO' - Oggi inizia la protesta delle vetrine oscurate in città, interpretazione "alla neritina" della rivolta dei forconi. Un movimento realmente spontaneo che sta destabilizzando chiunque voglia tentare di incasellarlo ed interpretarlo. A pochi mesi dall'avvento del grillismo assistiamo davvero all'arrivo di una scossa tellurica prodotta dal basso, dal Popolo reale e non alimentata artificialmente dal presunto predominio della Rete.
Che cosa succederà se i due fenomeni si incontreranno sul piano della realtà? Badate, qualcosa di simile sta già succedendo: pensate alla manifestazione del prossimo 20 dicembre a Nardò con il singolare connubio tra i giovani popolari-ulisti di Andare Oltre ed i grillini fighetti di casa nostra.
In questo scenario molto vivace si incastra la protesta, che per alcuni versi appare astratta, delle vetrine oscurate ma c'è una sorpresa: i veri forconi neritini si stanno svegliando. Il popolo dei commercianti "di tradizione", vessato in maniera invereconda; quello degli insegnanti dignitosi ma sempre precari, delle "partite Iva" prosciugate, degli artigiani un tempo solidi e che ora sono in ginocchio, dei proprietari di una seconda casa che è diventata un lusso insostenibile. Ma anche degli impiegati pubblici che non hanno più la carta e il toner, o degli agenti che non hanno più la benzina da mettere nel serbatoio per vigilare sulla nostra sicurezza.
La prova? In questa lettera che pubblichiamo e nel resoconto successivo: si tratta di testimonianze reali, di persone che stanno perdendo la pazienza. E quando si arrabbiano queste non ci sono più statistiche e sondaggi d'opinione che tengano: è guerra.
LA LETTERA
Questa mattina sfogliando le notizie su porta di mare leggevo un articolo sulle condizioni cui grava la fontana di P.zza Castello.
Una cosa che mi ha veramente colpito, il plauso fatto all'assessore Flavio Maglio da parte del consigliere Mino Frasca.
Vorrei evidenziare al Sig. Consigliere, all'assessore e soprattutto al sig. Sindaco che e' "VERGOGNOSO" in una situazione come questa dove il Natale e' alle porte in tutti i negozi di Nardo' si nota una POVERTA' da far paura e questi signori continuano a far finta di niente.Il comune di Nardo' ci ha pieni di nuove tasse ( passi carrabili inesistenti, conguagli TIA,maggiorazioni di ogni genere,IMU,tasse pubblicitarie.)e loro che ci rappresentano non fanno niente per aiutarci.
Tra un anno qui moriremo tutti e cosa rimarra' del nostro bellissimo paese... solo la bella fontana di P.zza Castello.
Invito infine, tutti i commercianti di Nardo' ad una grande manifestazione di protesta.
ARREDAMENTI MARTIRE - NARDO'
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RESOCONTO
Pur di non tirare giù la saracinesca e fare la “serrata” di protesta, i commercianti di Nardò manifesteranno il proprio disagio con una “invenzione” che consentirà loro di non perdere i magri guadagni giornalieri: oscureranno le vetrine, più o meno in maniera creativa ma conformata ad una linea di condotta comune.
Gli organizzatori – Agostino Indennitate e Giuseppe Spenga – offrono sui social network una sorta di vademecum grafico: chiunque, con pochi soldi, potrà dimostrare di essere arrabbiato con lo Stato, con la politica e con una tassazione che sta strozzando chiunque.
Basterà qualche metro di nastro nero per comporre una “X” sul vetro. Oppure, in maniera più decisa, si potrà tirare giù una sorta di tenda scura, o un grande cartone, ma sempre con l'intento di rendere evidente la forma di contestazione.
La protesta andrà in scena dal 14 fino al 16 (iniziano con tre giorni) e sarà del tutto pacifica e soft perché in molti si rendono conto che chiudere del tutto durante i giorni di festa, quando un incasso - sia pur magro – è garantito, potrebbe pregiudicare definitivamente il fragile equilibrio sul quale si sta sostenendo il commercio neritino. La situazione complessiva non è rosea: sono in enorme sofferenza anche gioiellerie e negozi di prodotti di fascia alta. Lungo corso Galliano e anche sulla “villa” di via XX Settembre si notano i segnali della “sofferenza”: ci sono “buchi” mai visti in passato tra un negozio ed un altro. Alcuni store sono stati chiusi dopo pochi mesi di attività, è successo in via Grassi, altri cambiano nome e genere di merce nel tentativo estremo di salvare il salvabile.
Qualcuno preferisce sparire dalle vie principali dello shopping e spostarsi di qualche decina di metri pur di arginare almeno il costo dell'affitto. Sempre nel “tempio” commerciale di via Grassi una gioielleria ha esposto un tragico manifesto sull'ingresso, grandezza e caratteri simili a quelli funebri. Anche il contenuto lo era: “non ce la facciamo più: stiamo morendo tutti. Stato, partiti e sindacati ci stanno uccidendo. Il debito pubblico deve pagarlo chi lo ha generato”.
C'è aria di rivolta a Nardò nella categoria, sempre molto compassata, dei commercianti “storici” della città, quelli sulla breccia da oltre un trentennio. Nei prossimi giorni sarà formalizzata una sorta di associazione di settore che ne tuteli i diritti e ne sono promotori alcuni dei titolari dei più noti e prestigiosi “marchi” cittadini. In attesa di conoscere i nomi ecco quello che dice uno dei mobilieri della zona: “siamo sulla breccia da diversi decenni ma abbiamo deciso di rompere gli indugi perché, in una situazione come questa dove il Natale è alle porte ed in tutti i negozi di Nardò si nota una povertà da far paura, i signori politici di ogni schieramento continuano a far finta di niente. Il Comune di Nardò ci ha riempiti di nuove tasse come passi carrabili inesistenti, conguagli Tia, maggiorazioni di ogni genere, Imu, tasse di pubblicità e, loro che ci rappresentano, non muovono un dito per aiutarci. Tra un anno qui moriremo tutti e cosa rimarrà del nostro bellissimo paese: solo la fontana di piazza Castello”. Invita infine, tutti i commercianti neritini ad una grande manifestazione di protesta che verrà coordinata nei prossimi giorni.
Ieri sera, a riprova del nervosismo che c'è nell'aria, è dovuta intervenire la polizia per dirimere un dissidio tra un commerciante e gli ausiliari del traffico nel cuore di via Grassi. L'uomo, per protesta, ha parcheggiato un furgone in mezzo alla strada bloccando la circolazione. Intanto c'è chi cavalca l'onda vista l'inerzia dell'Amministrazione comunale: i consiglieri provinciali Giovanni Siciliano e Mino Frasca hanno chiesto di essere ricevuto con urgenza dalla prefetta Giuliana Perrotta perché si discuta dell'emissione di circa settemila avvisi di pagamento (su molta parte dei quali si sospetta siano “cartelle pazze”, cioè errate) da parte della locale concessionaria dei tributi minori, la Cerin.
















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