NARDO' - E' morto ieri, nella tarda serata, il professor Arturo Falconieri, poi preside del Liceo classico nel quale aveva a lungo insegnato. Riportiamo una scheda ed una breve intervista, raccolta qualche anno fa in occasione della demolizione del cine-teatro Augusteo. Oggi pomeriggio i funerali.
Aveva 94 anni e le sue condizioni di salute si erano aggravate così che i familiari avevano deciso di ricoverarlo in ospedale, a Galatina, dove è spirato ieri sera.
Interprete autentico di una straordinaria stagione politica che inizia immediatamente dopo la guerra e si conclude alla soglia degli anni Novanta, il suo impegno in politica è costante.
Sono gli anni in cui la politica neritina esprime nomi che rimarranno nella storia della regione, Benedetto Leuzzi e Luigi Tarricone su tutti.
Per una generazione di neritini è il professore, per la successiva il preside, per tutti resta il protagonista lucido ed elegante, mai sopra le righe, di una lunghissima stagione politica, quella della Democrazia Cristiana.
La sua ultima partecipazione pubblica alla vita politica cittadina si fa risalire alla metà degli anni novanta quando assiste e consiglia i candidati a sindaco delle prime due competizioni col metodo uninominale.
E' nume tutelare e consigliere privilegiato per il candidato sindaco Rino Dell'Anna ma, successivamente, sono rimasti impressi nella storia politica neritina, gli incontri riservati con il sindaco Antonio Vaglio che spesso attingeva all'enorme bagaglio di esperienze del preside Falconieri per ottenerne consigli e suggerimenti.
Il professore Falconieri ricopre ruoli importanti nella società civile e nella politica cittadina e non solo: è consigliere e assessore della Provincia di Lecce.
Presidente dell'Onmi, dell'associazione dei mutilati ed invalidi di guerra (resta fino a qualche anno fa presidente del comitato regionale Anmig), negli ultimi anni presidente e anima dell'Università della terza età, socio fondatore dell'impresa di realizzare, in città, una sala modernissima per i tempi: il cine-teatro Augusteo del quale - negli anni successivi - ne diventa unico proprietario.
I funerali verranno celebrati oggi, venerdì, alle 15 nella chiesa dei Paolotti.
La redazione di portadiMare porge sentite condoglianze alla signora Maria Grazia ed ai figli, Walter, Mirella e Giancarlo.
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L’avventura del cine-teatro Augusteo inizia nel 1952 quando un gruppo di imprenditori e notabili della città si rende conto che il vecchio Comunale e il glorioso Italia non reggono più alla enorme richiesta di svago e divertimento che arriva dai neritini, ormai usciti dalla crisi della guerra.
Così viene individuato un terreno di proprietà della benestante famiglia Del Prete e la cordata impegna 35milioni di lire per costruire una grande sala. Una somma poi incrementata. E’ una corsa contro il tempo: anche Luciano Leonardo, pioniere del cinema in città e gestore degli altri due teatri, sta riunendo un gruppo di investitori per allestire l’altro gigante cittadino. L’Augusteo, che apre al pubblico nel 1954, e il Moderno di Leonardo e soci, saranno i templi del cinema per un trentennio quando la crisi non li spazzerà via entrambi.
”L’Augusteo era stato progettato per ospitare 1300 persone – ricorda il preside Arturo Falconieri che ne è stato comproprietario e gestore – ma il Ministero dello Spettacolo decise di autorizzare entrambe le sale per 650 spettatori ognuna”. Successivamente venne aggiunta anche la galleria e la sala fu definitamene lanciata come una delle più moderne e funzionali della provincia. “I costi per adeguarlo alle norme antincendio e antinfortunistica erano onerosi – conclude Falconieri – e nessuno pareva intenzionato a gestirlo. Così ne è stata decisa la vendita”.
Inaugurato nel 1954 e chiuso definitivamente alla fine degli anni Ottanta. Il grande cinema (circa mille posti a sedere tra platea e galleria) è il primo a cadere tra le grandi strutture cittadine: gli altri, vecchi cinema come l’Italia, il Moderno e l’Antoniano sono ancora lì, non più in attività. Ma la sorte dell’Augusteo è stata segnata alcuni anni fa quando i vecchi proprietari, decisi a non adeguarlo alle norme a causa dei costi proibitivi, decidono di venderlo.
La nascita della moderna multisala “Pianeta Cinema”, del resto, avvalora l’opportunità della decisione: in città non c’è più spazio per una sala così grande e impegnativa dal punto di vista della gestione ordinaria.
L’Augusteo è stato protagonista indiscusso di un trentennio di vita sociale e culturale della città. Una bella lotta con il Moderno, maggiormente attento ad una programmazione popolare (grazie a Cineriz e Titanus), e l’Augusteo più votato all’ostica, per i neritini, cinematografia americana con la Fox e la Paramount.
Il boom arriva alla fine a cavallo di anni ’70 e ’80 con filmoni come Guerre Stellari e Il tempo delle Mele. Il cinema ha ospitato eventi sportivi, sontuosi veglioni, spettacoli teatrali e musicali, manifestazioni politiche. Ma il declino è giunto, inesorabile, a metà degli Ottanta. L’ultimo sussulto nel 1988 grazie al produttore Carmine De Benedittis che volle la sala per la proiezione in esclusiva del suo “La posta in gioco”, il film sul delitto Fonte. Poi giù il sipario, per sempre.
















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