NARDO' - "Se Tap deve essere, allora si colga l'occasione per convertire la centrale Federico II di Cerano, costringendo Enel a eliminare finalmente il carbone dallo scenario industriale locale". CasaPound Italia, attraverso una nota del responsabile di Cpi Lecce, Emanuele Spedicato, interviene riguardo alla realizzazione del Trans Adriatic Pipeline: il gasdotto che dovrebbe rifornire alcuni stati europei con il gas estratto nel Mar Caspio.
"I punti interrogativi riguardo alla reale utilità del Tap e al suo progetto di messa in opera restano ancora aperti – spiega il responsabile provinciale di CasaPound Italia – ma occorre essere pragmatici e realisti e individuare la soluzione migliore nel caso di effettiva realizzazione dell'opera.
Il contesto storico e politico nel quale ci troviamo, a iniziare dalla incerta situazione ucraina, ci pone di fronte a una situazione che difficilmente può essere letta e affrontata in un'ottica provinciale. La presa di posizione delle amministrazioni locali, in particolare dei consigli comunali dei paesi eventualmente coinvolti dall'opera, e dei movimenti ambientalisti, pur basata su motivazioni valide, difficilmente potrà contrapporsi alla realizzazione di un progetto che vede alla sua base interessi sovranazionali".
"Qualora il gasdotto dovesse essere realizzato – continua Spedicato – riteniamo l'approdo a Cerano la soluzione migliore per due motivi: il primo riguarda la riconversione della centrale Enel, che verrebbe alimentata a gas e non più a carbone, con un notevole vantaggio per la salute del territorio e per le aziende agricole locali. Il secondo motivo risiede nella vicinanza del sito al terminale della rete nazionale di Snam, ubicato nei pressi di Mesagne; in linea retta è il percorso più breve, motivo per il quale la posa in opera della condotta sotterranea avrebbe un impatto minore rispetto a qualsiasi altra soluzione finora vagliata".
















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