NARDO' - La costruzione di un Partito, in una fase complessa come questa, è cosa tutt’altro che semplice. Ma la conditio sine qua non… è proprio la condivisione e il rispetto, innanzitutto di ruoli e funzioni.
Sono proprio i gratuiti rigurgiti, i bizantinismi, e gli schizofrenici individualismi in stile prima Repubblica che rendono complicato un percorso di condivisione. Ed evocano cattivi odori, quelli di Castellino insieme a colori sbiaditi e, speriamo, lontani.
L’Unione di Centro nella precedente amministrazione era all’opposizione, si è poi deciso di intraprendere un percorso nuovo. Abbiamo individuato, di concerto con le altre forze politiche, un candidato che si facesse interprete dei sentimenti di rinnovamento e di quelle istanze che la città tutta chiede: vincitori e vinti.
Siamo partiti cercando di costruire un palazzo sulle ceneri di gestioni, assolutamente vergognose, del recente passato.
Abbiamo trovato una situazione disastrosa, con i conti non in ordine, i comparti che non comunicavano nemmeno ed una classe burocratica arroccata sulle proprie posizioni, e dulcis in fundo, l’assenza anche del solo sentore di coordinamento.
Costruire è complesso. Il consigliere Calabrese, proprio sulla scorta della sua esperienza, legata non solo all’anagrafe, ma anche al suo variegato percorso politico, avrebbe dovuto mettere in circolo la sua esperienza, con la delicatezza e la capacità di dialogo, che dovrebbe appartenere, a chi svolge da così tanto tempo tale funzione.
Ha invece scelto, forse anche perché mal consigliato, un’altra via, giammai quella del dialogo, ma quella dei personalismi, quella di chi tira la giacca al primo cittadino, esprimendo spesso il suo disagio ma guardandosene sempre dal farlo all’interno del luogo, per antonomasia, deputato alla discussione: il Partito.
Prendo atto comunque che se lei parla di ”furbi, delle conventicole, dei pochi, di coloro che mettono veti stupidi e personali a chi vuole dare una mano alla causa comune”, ne avrà ben donde e parlerà sulla scorta, evidentemente, della sua quarantennale e personale esperienza. Riguardo poi agli anatemi di cui parla, non ve ne sono stati, ma devo darLe atto circa la conduzione del Partito.
Io ancora sono ben lungi dal riconoscermi in una forza Politica che è ancora distante da quel modello che auspichiamo. Un Partito che ha una grande responsabilità: dare un sensibile contributo alla costruzione di una città all’altezza della sua storia, un Partito che indichi con chiarezza una nuova direzione anche attraverso il miglioramento e la predisposizione dei necessari controlli su tutti gli atti ed i procedimenti amministrativi. A cominciare dagli atti di Giunta.
Occorre maggior dialogo, maggiore condivisione, e riunioni di pre-giunta che possano consentire di abbassare ulteriormente la percentuale di errore. Vorremmo un’unica casa comunale che ospitasse tutti gli uffici in modo che i relativi comparti non diventino delle isole, all’interno delle quali i dirigenti non siano né vassalli né principi, ma solo servitori della comunità.
Le potrei consentire tutto in virtù proprio della ricchezza della discussione e del dialogo che in questo Partito non manca. Anche perché, per l’UDC è proprio il punto di vista differente che è motivo di ricchezza e non di esclusione. Sempre però nel pieno rispetto di prerogative e ruoli.
Proprio per le ragioni di cui sopra non Le consento di parlare di scarsa Trasparenza. Perché e proprio la Trasparenza la nostra linea guida, il nostro riferimento, ed è la stessa che abbiamo chiesto a viva voce a questa Amministrazione. Lo abbiamo fatto perché non è in ballo il piatto di lenticchie che soddisfi lo smodato appetito del singolo. Ma perché è in gioco qualcosa di ben più rilevante: il futuro della nostra comunità.
















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