NARDO' - Una cooperativa di lavoratori per annientare il caporalato. Le istituzioni cercano alternative valide per gestire la consueta invasione di extracomunitari impiegati nella raccolta di angurie e pomodori. La novità della cooperativa emerge durante la presentazione di un progetto elaborato dal comune di Nardò e approvato dal ministero dell'Interno.
La masseria Boncuri, negli ultimi anni utilizzata come campo di accoglienza per gli immigrati che raggiungono Nardò per lavorare nei campi, sarà oggetto di importanti lavori di riqualificazione per un totale di 350mila euro. I lavori di ristrutturazione, però, porteranno i benefici solo nel 2013. La stagione ormai in corso sarà gestita nel miglior modo possibile attraverso la consolidata collaborazione tra istituzioni e le insostituibili associazioni di volontariato. A illustrare il progetto, l'assessore alle Politiche dell'Immigrazione del comune di Nardò, Vincenzo Renna, insieme al sindaco Marcello Risi e all'assessore regionale Nicola Fratoianni. L'assessore Renna chiarisce altri aspetti e risponde ad alcune domande.
- Quali prospettive per il futuro considerato il crescente interesse delle istituzioni verso il territorio di Nardò e il caso "Masseria Boncuri"? La stabilizzazione del presidio, oltre l'emergenza stagionale, potrebbe diventare un ricettacolo di individui che niente hanno a che fare con il mondo del lavoro?
"Masseria Boncuri rappresenta ormai un simbolo anzi per meglio dire un laboratorio che ha superato i confini territoriali del comune di Nardò. L'amministrazione Risi come è stato esplicato dal sindaco nell'ultimo consiglio comunale si propone di porre in essere pratiche di buona politica anche con riferimento ai tanti migranti che al di là del picco stagionale in vari periodi dell'anno risiedono per ragioni di lavoro nel nostro Comune. Prima di tutto colgo l'occasione per esprimere la gratitudine per i nostri dirigenti e funzionari che hanno reso possibile il conseguimento di questo successo.
Nardò avrà un avamposto per praticare politiche solidaristiche e di assistenza verso richiedenti asilo e rifugiati politici e altri migranti in una struttura che grazie al finanziamento PON Sicurezza verrà dotata di strutture ed attrezzature adeguate per lo scopo prefissato.
Tuttavia è bene precisare che il sito potrà ospitare un numero molto limitato di persone sino a sedici persone quindi non regge paragoni dei CIE e/o CARA di Lampedusa e/o Manduria. Inoltre, il restyling della location è simmetrico e funzionale al bando di gara di imminente emanazione del Piano Sociale di Zona per l'erogazione di tutta una serie di servizi di accoglienza, alfabetizzazione e mediazione culturale, che grazie al lavoro congiunto con l'assessorato ai servizi sociali potrà evidentemente portare la nostra città a standard di livello europeo.
Insomma siamo appena all'inizio di un lavoro ambizioso posto in essere da una Città che ha il merito di essersi guadagnata sul campo il 27 gennaio 2005 la medaglia d'oro al valor civile per l'accoglienza degli ebrei scampati ai campi di sterminio e l'Amministrazione interpreta il desiderio di tutti i cittadini di confermare in concreto i valori di solidarietà e generosità propri del popolo neretino".
- Nei campi, il precario equilibrio tra domanda e offerta. Quali possibili soluzioni per eliminare le varie forme di caporalato?
"Boncuri come dicevamo supera i confini cittadini e regionali ed è ormai non solo un laboratorio dove sperimentare politiche solidaristiche e dell'accoglienza dei migranti ma anche un laboratorio dove consentire la sperimentazione di politiche del lavoro e di rivendicazione dei diritti dei lavoratori.
Il grido di protesta e lo sciopero che i lavoratori migranti impegnati nel lavoro come braccianti agricoli per la raccolta di angurie prima e pomodori poi ha rappresentato una novità assoluta nel panorama giuslavoristico europeo.
Mai prima del 30 luglio 2011,il giorno in cui per la prima volta Yvan Sagnet ed altri braccianti sudanesi , ghanesi e burkinabé e magrebinihanno incrociato le braccia, proprio nel centro di accoglienza di Boncuri si era registrato uno sciopero di soli lavoratori migranti.
Se ci pensiamo la consapevolezza dei propri diritti e il desiderio di ribellione esploso con violenza inaudita nei paesi del Maghreb ed in altri paesi arabi contro i diversi governi tirrannici ha avuto una anticipazione non violenta proprio a Nardò.
E non sarà stato un caso se proprio a ridosso della protesta il 13 agosto 2011 il Governo nazionale di allora introdusse con la cosidetta manovra bis - l'art. 12 del D.L. 13 agosto 2011, n. 138 che prevede l'introduzione nel Codice penale di un nuovo articolo il 603-biscontenente il nuovo reato di Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.
Chi non ricorda poi la gioia della città la notte del 24 agosto quando tanti gruppi musicali accompagnarono il grido "NOCAP" manifestando la solidarietà e la condivisione della lotta ai migranti in sciopero.
Una bella pagina di storia che dovrà rinnovarsi e siamo convinti che saprà rinnovarsi con la collaborazione di tutti i soggetti coinvolti sia quelli istituzionali che soprattutto gli operatori del mercato.
Ma ripeto Nardò è una città aperta e capace di sperimentare buone pratiche politiche e allora la scommessa da vincere con l'aiuto di tutti i soggetti interessati sarà quella di rivoluzionare il paradigma che ha governato sinora i rapporti di lavoro agricoli.
La capacità dimostrata dai braccianti agricoli di autogestirsi e rivendicare i propri diritti durante lo sciopero costituisce il terreno su cui sperimentare una pratica già in uso nell'agricoltura nelle regioni del Nord – mi riferisco al sistema mutualistico delle coperative di produzione e lavoro e servizi.
In buona sostanza si tratterà di favorire un percorso virtuoso che porterà i lavoratori stagionali di Boncuri di passare dalla protesta del 2011 alla proposta della stagione che verrà associandosi in una cooperativa e diventando quindi di per sé soggetto dotato di vera autonomia negoziale capace di sedersi al tavolo delle trattative con la propria controparte.
I produttori agricoli per converso avranno dalla loro il vantaggio non marginale di vedere semplificato il rapporto con la forza lavoro sgravandosi della gestione amministrativa dei singoli contratti di lavoro e di tutto ciò che ne consegue.
Altro vantaggio per entrambe le parti è quello di poter condividere in forme legalmente accettabili la possibilità del c.d. cottimo diversamente non annoverabile tra gli strumenti di regolazione dei rapporti di lavoro.
Il sistema cooperativistico siamo certi sferrerebbe un colpo mortale alle mire delinquenziali del caporalato e di chi si è arricchito alle spalle dei lavoratori riducendoli in schiavitù.
Su questa idea sono a lavoro con i colleghi di Giunta più direttamente coinvolti per affinità di delega ed ho acquisito i primi consensi nel mondo degli imprenditori agricoli tra alcuni lavoratori e soprattutto nel mondo sindacale e delle associazioni di volontariato, ma le grandi imprese hanno bisogno di tanto lavoro e della condivisione più larga che mi auguro di trovare ancora una volta nella nostra grande Città e nella nostra grande Regione".
Gli ingredienti per fare bene pare ci siano tutti, non rimane che dimostrare la differenza tra idea e azione.
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