NARDO' - Rino Giuri e Rocco Luci chiariscono la posizione sulla costroversa istituzione della tassa di soggiorno.
La stagione estiva è quasi alle porte e si rendono ora assolutamente necessari lavori non più rinviabili di sistemazione di arredo urbano e di manutenzione del verde pubblico sia nel centro cittadino sia nelle marine. L’esecuzione di tali lavori costituisce la pre-condizione elementare per garantire ai turisti che visiteranno il nostro territorio un’accoglienza civile, degna della bellezza del paesaggio, del mare e delle ricchezze architettoniche e monumentali del nostro centro cittadino.
Come è facile intuire, per fare fronte a questi lavori è necessario assicurare alle casse comunali – le cui ristrettezze finanziarie non sono certo imputabili all’attuale amministrazione – adeguate risorse. Da ciò e dalla drastica diminuzione dei trasferimenti statali ai Comuni, che sottrarrà a Nardò ulteriori ingenti somme, scaturisce la necessità di aumentare le imposte esistenti ovvero di istituirne di nuove. La scelta responsabile di non aumentare l’addizionale IRPEF (che pescherebbe ancora soltanto nelle tasche dei “soliti noti” cittadini di Nardò non evasori) comporta necessariamente l’istituzione della tassa di soggiorno: opzione, questa, di cui si sono avvalsi numerosi comuni in Italia e nel Salento. D’altronde, è chiara e condivisibile la ragione che conduce a questa scelta: evitare che sulla comunità neritina si scarichi l’intero costo dei lavori finalizzati anche alla fruizione turistica del nostro territorio.
Tali argomenti erano stati affrontati da molto tempo sia in alcune riunioni della maggioranza di governo della Città (che più di recente aveva pure discusso degli importi giornalieri della tassa da applicare), sia nel corpo di un intervista rilasciata circa tre mesi fa dal Sindaco alla stampa (Nuovo Quotidiano di Puglia).
Nel merito, c’è anche da considerare che la richiesta di un contributo individualmente assai modesto (10-20 euro per settimana) non puo’ essere giudicata alla stregua di una batosta in danno del movimento turistico locale, avuto presente che le ristrettezze economiche in cui versano tutti comuni porteranno alla generalizzazione della tassa di soggiorno, né un colpo inferto alla competitività degli operatori, che si gioca principalmente sul versante della qualità del prodotto offerto e sul corretto equilibrio fra costi e benefici.
Ad ogni modo è bene ribadire che, tenuto conto delle peculiarità del comparto ricettivo e degli impegni già assunti dagli operatori, in sede di approvazione della delibera da parte del Consiglio Comunale, la tassa di soggiorno verrà stabilità, per l’anno corrente, con ponderatezza e con opportune gradualità.
















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