NARDÒ - Ma davvero sono anche le "prove su strada" per verificare se le coalizioni "tengono" anche per il 2027?
Sono regionali, ma per certi versi, a Nardò, saranno anche le prove generali delle prossime amministrative.
I neretini eleggeranno il nuovo sindaco (o la nuova sindaca, e sarebbe la prima volta di una donna) nella primavera del 2027.
Le elezioni regionali del 23 e 24 novembre rappresentano, quindi, l’ultimo test elettorale prima del voto per il comune.
Il centrosinistra punta a ribaltare i rapporti di forza che lo vedono dal 2016 all’opposizione. I segnali per respirare ottimismo si percepiscono tutti.
Innanzitutto arrivano messaggi chiari da Bari: se Antonio Decaro sarà il nuovo presidente della regione Puglia non ci sarà più ossigeno per i campioni del trasformismo che hanno fatto tanta fortuna perché spalleggiati da Michele Emiliano.
Il centrosinistra, soprattutto nei grandi centri, sa di poter contare, d’ora in avanti, sulla spinta della regione. A Nardò ha ritrovato vigore anche grazie alla riorganizzazione dei partiti di riferimento (il partito democratico è uscito da tempo dalle secche di un lungo commissariamento, seppure al costo di brucianti lacerazioni). Attorno a Decaro si stanno mobilitando settori di elettorato che si erano smarriti. L’impegno in prima persona di interessanti personalità provenienti direttamente dalla società civile ha generato diffusi entusiasmi. Nuovi quadri sono maturati, sia in consiglio comunale, sia fra giovani assai promettenti che si stanno facendo apprezzare per piglio, freschezza e interessanti qualità.
Le liste del centrosinistra per la regione sono la fotografia di una ritrovata consapevolezza e lasciano trasparire il messaggio che i rapporti di forza nella città stanno per cambiare.
Il cosiddetto campo largo (centrosinistra e cinquestelle) si presenta agli elettori di Nardò con ben cinque candidati locali di pregevole appeal.
La lista Decaro Presidente schiera Giancarlo Marinaci, responsabile di un patronato con molti aderenti, già assessore comunale nella giunta nata dopo le elezioni del 2011, molto radicato in città, garanzia di buone performance elettorali.
Il partito democratico ha fra i candidati l’oncologa neretina Graziana Ronzino, nota e stimata professionista, accreditata di un eccellente curriculum, con una diffusa rete di relazioni, anche nel volontariato.
Cristian Casili punta alla terza elezione consecutiva nel Movimento Cinque Stelle. Si è fin qui distinto per competenza e profilo istituzionale, fino a rappresentare nel territorio il riferimento dell’ex presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte.
Avs (Alleanza verdi e sinistra) ha scelto di puntare a Nardò sull’entusiasmo di Loredana Biondo, presenza di spicco nell’associazionismo cittadino, generosamente impegnata nell’Anpi e in altre organizzazioni progressiste.
Il quinto candidato è il giovane consulente Luca Tondo, in lista per i Popolari. Ha il compito di pescare il più possibile fra i votanti più giovani, dove negli ultimi anni il centrosinistra è apparso in affanno.
La squadra è di tutto rispetto. Costruita con il chiaro obiettivo di parlare ad ogni segmento dell’elettorato cittadino. C’è un preciso disegno dietro uno schieramento così ben strutturato. E’ evidente che non è mancata l’ispirazione di Antonio Decaro in persona.
L’obiettivo non dichiarato, ma più che sussurrato nelle riunioni interne, è di sforare la soglia del sessanta per cento. Ma si brinderà anche al cinquantacinque.
Il centrodestra appare oggettivamente in difficoltà e, scrostate le apparenze, è molto diviso.
Fratelli d’Italia, che in comune è all’opposizione del sindaco Mellone, è la sola lista che schiera un candidato cittadino. Ha puntato su uno dei leader della minoranza in consiglio comunale, l’avvocato Alberto Gatto, formazione moderata, molto attivo nelle istituzioni e dalla forte personalità. E’ accreditato di un ottimo risultato.
Allo sbando il sindaco Mellone. Orfano di Michele Emiliano, sembra aver smarrito completamente la bussola. Si è ritrovato senza riferimenti e senza casa. Ha provato a sbandierare ai quattro venti le sue passioni per la destra, sperando in una candidatura, ma da quella parte non si è commosso nessuno. La disperazione lo ha portato ad una scelta clamorosa quanto incomprensibile: sostenere la Lega di Salvini e invitare a votare per candidati leghisti sconosciuti. In cambio, forse, di un ruolo alla provincia fino al 2027 e di poco altro dopo.
E’ probabile che si sia già pentito della sciagurata decisione, ma, intanto, vi ha trascinato dentro quasi tutti i consiglieri e gli assessori della sua maggioranza. Comunque vada, per Mellone sarà un insuccesso.
Insomma, si vota per la regione, ma si prefigurano i primi contorni degli schieramenti per le comunali.
Il vento è cambiato. Fra qualche settimana scopriremo quanto.
Il centrosinistra non farà l’errore di adagiarsi sui sondaggi. Il voto del 23 e 24 novembre è l’occasione giusta per buttarci dentro tutta l’anima.
Marcello Risi
















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