NARDO' - E' questo il grido d'allarme che tutti dovremmo sentire. I nostri giovani chiedono a gran voce di essere ascoltati, di essere protagonisti, di mostrare e mettere a servizio del bene comune le proprie idee, bisogni e competenze anche per essere artefici diretti ed interessati del proprio partecipato futuro.
Per ogni democrazia che si rispetti, la freschezza, l'entusiasmo e la partecipazione dei giovani ne rappresenta la spinta vitale. Sbaglia chi li ritiene distanti ed apatici a prescindere; spesso sono solo delusi e disillusi dalle nebulose e macchinose strutture e sovrastrutture del passato di certo e da sempre poco inclusive ed inclini al loro attivo coinvolgimento.
Ora cercano nuove strade non più prettamente partitiche ma con percorsi di un orizzonte ed una visione più ampia, fluida, dinamica, che seguano scelte consapevoli e sostenibili, idee dibattute e confrontate, esperienze tecnologiche e digitali più avanzate e, soprattutto, attraverso il vasto mondo del volontariato e dell'associazionismo, ricerchino nuove e più autentiche forme di partecipazione con le quali sentirsi finalmente riconosciuti e pienamente valorizzati.
E' da auspicare, allora, una democrazia orizzontale che coinvolga alla pari le competenze e le specificità di tutti, una politica aperta ed inclusiva che fornisca ai giovani spazi reali d'intervento ed opportunità di partecipazione, riconoscimento e valorizzazione delle loro idee e dei loro futuri progetti.
Il compito dei più anziani dovrà essere quello di ascoltarli, offrire loro spazi autentici e condivisi, sostegno concreto per poter mettersi in gioco e solo così, investendo con fiducia nelle nuove generazioni, potremo sperare di rigenerare con ossigeno puro ed incontaminato la nostra democrazia attuando quella collaborazione tra generazioni diverse che ci permetterà, attraverso il confronto diretto e continuo delle idee di tutti, di crescere democraticamente e stare al passo dei tempi.
Un anticipato grazie a chi saprà riconoscere queste grida ed a chi avrà il "coraggio" di mettersi in gioco.
Tommaso De Vitis
















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