Caro direttore, “alla gente di Nardò non si diano inutili e vane illusioni!”
Vorrei avanzare alcune riflessioni in merito alla lotta del Comitato che si è formato a Nardò, dei liberi cittadini, per l’ex Ospedale e che ha raccolto 6.000 firme.
Intanto continuo a non capire per quale motivo alcuni cittadini perseverano affinché ci sia l’adesione di Sindaco e assessori, per questa battaglia di rilancio e ampliamento dei servizi sanitari del Poliambulatorio.
Insistere su questo argomento vuol dire offrire una passerella ai politici: concedere un “ottimo parterre” per il lancio di candidature nella prossima campagna elettorale regionale. E inoltre vorrei sapere dov’è la sorpresa, di tanti neritini, se Sindaco e assessori erano grandi assenti all’incontro dell’altro giorno a Bari in Regione.
Intanto sono certo che non sfuggirà al Comitato la reale situazione finanziaria, disastrosa, della sanità pubblica in Italia e in particolare della nostra Regione.
Da anni ormai, i Comitati di Base del settore, hanno in piedi una “vertenza sanità” in Puglia. Da due anni a questa parte circostanza aggravata dalle scelte delle destre al Governo che riducono – a favore dei privati – le risorse per il sistema pubblico. Quando invece sappiamo tutti che servirebbero investimenti per affrontare i temi delle carenze di organico, per affermare concretamente il modello di sanità territoriale, per garantire vere e universali politiche socio-assistenziali.
Faccio un esempio, l’Ospedale di Copertino è senza personale medico, gli anestesisti dopo la pandemia sono stati decimati. L’anno scorso la Regione Puglia aveva, nientemeno, ridotto gli screening oncologici. Per non parlare delle liste d’attesa che è una piaga irrisolta: ormai il tutto si traduce “se hai i soldi ti curi, altrimenti crepi”. Quando invece basterebbe sopprimere l’attività, molto remunerativa, intramoenia dei medici per ridurre le liste. Cosa impossibile da attuare finché perdurerà l’intreccio perverso “politici-casta dei medici”.
Il diritto alla salute previsto dalla Costituzione è sempre più messo in discussione , basta guardare le decisioni in tema di autonomia differenziata dove la Puglia dovrà prendere sempre meno soldi delle regioni del Nord, alla faccia della uguaglianza dei diritti dei cittadini.
Un ‘profondo rosso’ che andrà tamponato attraverso un robusto intervento sui costi: il provvedimento del Dipartimento Promozione della Salute, ha previsto, tra le varie misure, oltre a un contenimento della spesa per il personale delle Aziende ed Enti del Ssr (per i quali ogni tipologia di reclutamento potrà essere effettuata solo previa autorizzazione della Giunta Regionale), anche il “blocco per anni delle procedure di assunzione e della sottoscrizione dei contratti individuali per tutti i ruoli e profili, ad eccezione di quelle afferenti al processo di internalizzazione del servizio emergenza – urgenza sanitaria territoriale (118)”.
In una recente indagine è emerso che in Puglia il personale è un terzo rispetto a quello in servizio nei dipartimenti Sanità delle altre Regioni d’Italia. Ma anche il rispetto degli adempimenti dei Lea, i livelli essenziali di assistenza, l’assunzione di personale e le tanto attese stabilizzazioni, necessarie come ossigeno in questo momento. Ma non basta, non risultano in organico unità di personale per presidiare e governare materie come la salute mentale, la riabilitazione, le dipendenze patologiche, i minori, l’autismo, la sanità penitenziaria.
Dunque, ben vengano le lotte come quelle del Comitato neritino, che propone più personale e più servizi, ma le inconsistenti riunioni sui tavoli regionali (secondo il mio modesto parere) lasciano il tempo che trovano se tutto è all’insegna delle futili promesse, e visto che si voterà tra qualche mese. Intendo dire, che i responsabili regionali, nell’affrontare il problema della sanità a Nardò, dovrebbero chiarire quanto ho esposto sopra, affinché alla gente non si diano inutili e vane illusioni.
Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente















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