NARDO' - Caro direttore... lo svelo qui per la prima volta.
Nonostante Lelè Pagliula, nel 1979, mi abbia invitato ad iscrivermi alla FGCI (federazione giovanile comunista) oggi devo replicare al suo intervento.
Caro Lelè, Enrico Berlinguer, ti rammento, diceva, “Se vuoi la pace prepara la pace”.
A me non sembra che Michele Serra, nel suo appello per la manifestazione del 15 marzo, abbia lanciato segnali in questo senso.
Il Presidente partigiano Sandro Pertini, nelle sue sagge esortazioni, parlava di “Svuotare gli arsenali riempire i granai“.
Il 15 marzo a Roma non credo si stia preparando una manifestazione dove poter con orgoglio sventolare la bandiera della Pace. Una piazza di pace deve riaffermare la richiesta di far cessare il fuoco in Ucraina, e dichiarare la netta contrarietà al piano di riarmo “Rearm Europe” approvato dal Consiglio europeo con l’assenso anche del governo italiano.
Non posso partecipare ad una piazza che rilancia posizioni belliciste. Non posso farmi arruolare da chi ha sostenuto la guerra in Ucraina in nome dei diritti dei popoli oppressi e fatto da scorta mediatica al genocidio di Netanyahu contro i palestinesi a Gaza.
Non potrei mai sventolare, come dice il segretario di Rifondazione Comunista, “una bandiera a sostegno di chi ha scelto la via della guerra e dell’economia di guerra, dei governi europei che sostengono Israele e hanno trattato da terrorista Ocalan e il movimento di liberazione curdo”.
E’ la stessa Europa che ha la responsabilità per aver normalizzato le estreme destre.
Questa Europa, quella del Patto di Stabilità e del piano di riarmo di Ursula Von der Leyen, non mi rappresenta.
L’Europa è in procinto di destinare 360 miliardi all’anno in spese militari. Un’Europa che decide di spendere 800 miliardi in armi, pronta a tagliare ulteriormente il nostro stato sociale sanità, scuola e previdenza sociale.
Caro Lelè, è da una settimana che cerco di prenotare una Risonanza magnetica, per mia moglie, senza riuscirci, e le risposte degli operatori addetti sono sempre uguali: “se la vuole fare a pagamento sono 150 eu”.
A questo nostro malessere sociale, se rispondiamo con la protesta questo governo di destra estrema replica con la repressione di un decreto sicurezza, quasi pronto per essere applicato.
Noi non volevamo un’Europa dell’austerità che ha tagliato lo stato sociale, e vuole armarsi fino a di denti, ma un’Europa fondata sui principi della nostra Costituzione, e del Pensiero di Altiero Spinelli.
Possibile che ancora oggi ci ostiniamo, con una feroce guerra nel cuore dell’Europa, a non voler costruire la pace, e vogliamo invece continuare ad alimentare il conflitto?
Il 15 marzo a Roma ci sarà un’altra piazza, quella per la pace e contro il riarmo. Una piazza che senza equivoci esprima il dissenso, l’indignazione e l’opposizione alle scelte della Commissione Europea, del Consiglio Europeo e anche del governo italiano. Una piazza con le bandiere della pace, con quelle dei popoli palestinese e curdo traditi dall’Europa reale, da tanti cartelli e striscioni che esprimano il ripudio della guerra.
No caro Lelè, lo dico non rispetto, mi dispiace ma oggi m’hai profondamente deluso!
Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente















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