Caro direttore, una mattina mi son svegliato, e…
una visione può davvero scrutare nel futuro?
Come tutte le domeniche, anche quella mattina mi sono alzato con il desiderio di fare un giro in paese. Mi sentivo diverso dal solito, come se avessi dormito troppo, ma non sapevo di preciso cosa stesse avvenendo.
Prima di uscire da casa ho letto alcuni titoli e articoli dei giornali, per non venire meno a quanto diceva Hegel, "La preghiera del mattino dell'uomo moderno è la lettura del giornale". Secondo il filosofo, questa abitudine quotidiana permette di "situarsi nel nostro mondo storico".
Nella cronaca dedicata a Nardò ho notato la prima cosa strana, ho letto questo titolo, “Nardò dialoga, la Sindaca ha indetto un Consiglio Comunale in piazza Salandra”.
Dialogo? Consiglio in piazza? E poi, una Sindaca? Ma che cosa stava accadendo?
Ho letto alcune righe del pezzo, che così diceva,
“dopo una serrata discussione in giunta, e viste le numerose istanze da parte dei cittadini, la Sindaca ha accolto con favore di discutere in piazza Cesare Battisti, con la gente, il nuovo piano regolatore, il piano traffico e viabilità, e quello delle coste, per cercare di venire incontro a tutti. Visto che per troppi anni le persone sono rimaste ai margini, e impotenti, delle decisioni che prendevano sindaco e giunta.”
Al che mi sono chiesto con stupore, oh mio dio ma quanto ho dormito? Non avrò fatto la notte di San Giovanni, che è considerata una notte magica legata al solstizio d'estate e tradizionalmente chiamata anche notte delle streghe. Dove tutti credono sia un momento di passaggio tra il mondo reale e quello magico. Mi stava capitando questo?
Non soddisfatto di quanto avevo letto, ho dato uno sguardo anche ai social. Anche se lo sappiamo che sono criticati per la tendenza a partorire dipendenza, diffondere disinformazione, favorire la prepotenza e la manipolazione, e inoltre creano limiti alla creatività e al pensiero critico.
Sulle pagine di fb c’erano alcuni che così commentavano, “possibile che questa Sindaca di Nardò non possa essere battuta in nessuno campo, specie a bellezza ed intelligenza? E poi ha studiato antropologia, è sempre alla ricerca della perfezione per la sua città. Il suo motto vincente è stato, il silenzio è il mistero dei belli”.
Dopo queste parole mi sono detto, ma di quale c…di paese stanno parlando? Alla fine, anche se confuso da tante stranezze, mi decido ad uscire.
Camminando per il paese ho visto, nelle vie principali, dei grandi manifesti affissi dal Comune, “avviso alla cittadinanza, domani apertura del nuovo spazio-laboratorio culturale, dove pensare, studiare ed elaborare. Il primo dibattito avrà il titolo <la vera istruzione è insegnare alla gente a pensare da sola>”.
Al che mi sono cascate, letteralmente, le braccia. Stavo davvero avendo le allucinazioni.
Passando per il Teatro Comunale ho notato che c’era in corso un dibattito con il Professor Umberto Galimberti, la locandina fuori diceva,
“la religione non appartiene all’ordine del sapere. Questa è la ragione per cui esige la fede”. Nella didascalia c’era scritta una citazione di San Paolo, “la fede riduce in schiavitù ogni intelletto che si sente in uno stato di infermità e di grande timore e tremore”.
Moderava il dibattito il giornalista Biagio Valerio, interventi del prof. Mario Mennonna e del giornalista Luigi Nanni.
In questa visione onirica c’eri anche tu direttore, e il mio amico Luigi. Allora se Nardò stava dando spazio a questi dibattiti, ero davvero catapultato in un’altra era storica. Giunto in piazza ho visto esposto in edicola un nuovo giornale, “Porta di Mare, il giornale dei neretini”.
E se fino a quel momento tutto poteva apparirmi un abbaglio, qualcosa si stava trasformando in speranza. Quel sogno poteva essere davvero uno scrutare nel futuro?
In un bar vicino, a piazza Salandra, c’era un gruppo di persone che discuteva, in modo molto vivace, della bellezza dei libri dello scritto Fëdor Dostoevskij.
Parlavano dell’ansia che ti viene nel leggerlo, e delle visioni che lo scrittore aveva di notte, nel romanzo i demoni. Un signore proponeva Dostoevskij di studiarlo dai ragazzi nelle scuole, anche nelle medie”.
Procedendo più avanti sono giunto in piazza Pio XI, ed ero convinto che la sede del Pd, la nostra ex Casa del Popolo, fosse ancora lì. Si stava svolgendo un’Assemblea Unitaria, con Rifondazione Comunista, Avs e tutti gli partiti della sinistra. Il tema dell’incontro era, “alle radici del Movimento Operaio c’è la critica del modello capitalistico. Questa la nostra missione, ritornare alle motivazioni etiche dell’impegno politico”. E se non è un sogno utopico anche questo, ditemi cos’è?
In fine ritornando dalla piazza, ho visto il cinema Moderno, di piazzetta Tre Palme, riaperto. Si proiettava il film “Salò” di Pier Paolo Pasolini. In occasione del cinquantesimo della scomparsa del poeta, scrittore e regista. Il film Salò, e le 120 giornate di Sodoma, fedele alla lettera di De Sade, venne attaccato dalla destra e dai fascisti perché metteva in relazione fascismo e sadismo.
A quel punto ho deciso di tomarmene, e anche di fretta, a casa. Se tutto ciò che avevo assistito e sentito fosse stato vero, anche al 30%, l’umanità avrebbe vinto. Quell’umanità fatta di gente semplice, che può ancora credere agli ideali che si sono stratificati in loro. E smettere di fidarsi delle idiozie raccontate dagli arruffapopoli.
E comunque mi chiedevo dov’erano finiti i mega manif…, il sind…, la propaganda degli asses…, no, non volevo pronunciarli per non rompere un incantesimo.
Volevo che questa visione, questo sogno, durasse il più a lungo possibile. Per non ridestarmi e ripiombare nell’immensa e profonda vergogna, nel disagio, dell’oggi. Volevo pensare che questa visione potesse davvero scrutare nel futuro.
Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente















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