Caro direttore, attendo che qualcuno ti scriva e dica: "Pippi, noi la Lega non la votiamo”.
“Neretine e neretini! Dopo un lungo silenzio, ecco che nuovamente vi giunge, forte e chiara , la mia voce e sono sicuro che voi la riconoscerete”.
Alle ore 8,00 di stamane, 17 novembre 2025, ho comunicato con DECRETO-PROCLAMA d’urgenza, che «Assumo il governo dell’intero paese con pieni poteri”.
“Da oggi impongo obbligo di fedeltà e obbedienza incondizionate a tutti i miei assessori. Questo requisito è stato progressivamente più stringente attraverso le "miei leggi"e successive disposizioni.
Coloro che manifestano dissenso politico o non si allineano al mio volere verranno rimossi d'ufficio. Come nel caso del Decreto di stamane.
Gli assessori non risponderanno ai cittadini, ma direttamente al sindaco, garantendo così un controllo capillare e monolitico del territorio da parte mia”.
Insomma, burla a parte ma sul serio che gli assessori del Comune devono rispondere e obbedire, come belle statuine, solo al sindaco?
Anzi, non più sindaco, ormai, ma Capo. E non più il sindaco di tutti, slogan ormai dimenticato, ma Capo di un gruppo di consiglieri ed assessori? E poi, visto che tutti hanno capito il motivo dell’azzeramento della giunta, chi l’ha detto che gli assessori sono obbligati a persuadere o incitare i cittadini a votare per la Lega? Quale ordinamento giuridico impone che un sindaco e gli assessori debbano votare e far votare un partito ad ogni costo?
Gli assessori comunali non sono quelli che giurano di svolgere le funzioni con lealtà e fedeltà al Comune e di rispettare la Costituzione e le leggi italiane? Promettono, o no, fedeltà alla Repubblica e all'aderenza ai principi fondamentali di legalità, imparzialità e buon andamento dell'azione amministrativa?
L’art. 48 della nostra Carta Costituzione, che per molti esponenti della destra odierna pare sia carta straccia, definisce “il voto come personale, eguale, libero e segreto”. "Personale" significa che il voto non può essere delegato, "eguale" che ogni voto ha lo stesso valore, "libero" che l'elettore non deve essere vincolato da condizionamenti esterni, e "segreto" che la scelta non deve essere conosciuta da altri.
A quando uno scatto d’orgoglio (o se vi aggrada di più, di reni) da parte degli assessori e consiglieri che gridino, finalmente, un liberatorio
“Pippi, noi la Lega non la votiamo”.
Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente















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