NARDO' - L'associazione culturale Lasalettadisotto, in Piazza Pio XI a Nardò (nei pressi della Cattedrale), vi invita questa sera per lo spettacolo de "L'Orchestrina Stolta", composta dal trio TUMA-DE RAZZA-TARANTINO che presenterà l'evento musico-culturale "Il Mare in Mezzo alle Musiche". La serata avrà inizio alle 21:30. Ingresso con tessera socio.
INFO GRUPPO: L’Orchestrina Stolta è composta da: Marco TUMA (fiati), Raoul DE RAZZA (chitarre), Giuseppe TARANTINO (canto, voce narrante, chitarra)
Il Mare in mezzo alle Musiche: Viaggio per immagini, suoni, parole e musiche nel Mare Mediterraneo. Storie di musiche e migrazione; di canti antichi e strumenti. Di Tradizioni tradite e rinnovate. Di musiche popolari di ieri e di oggi.
Il Mediterraneo raccontato con la suggestione delle immagini, con suoni, parole e musiche.
I fiati di Marco Tuma, la voce –cantante e narrante- di Giuseppe Tarantino, le chitarre di Raoul De Razza, insieme a immagini e video e alle scritture originali di Livio Romano, sono gli strumenti attraverso i quali lo spettacolo “Il Mare in mezzo alle Musiche” prenderà forma. Uno spettacolo ispirato alle melodie e ai ritmi coinvolgenti del Mediterraneo in una interpretazione tanto musicale quanto poetica. Un affascinante percorso musicale che condensa in una cifra stilistica originalissima ed essenziale, gli elementi e gli influssi più disparati; un viaggio alla ricerca di suoni, stili e sapori di culture, lontane tra loro solo in apparenza, che s’innestano, amalgamandosi.
Un viaggio, da una sponda all’altra, da una Musica all’altra, di quel Mare Mediterraneo dove un tempo si commerciavano oro, spezie e damaschi, e oggi si commercia carne umana; dove risuonava il canto ammaliante delle sirene, e oggi sono grida di dolore e paura. Quel mare che univa terre lontanissime e che oggi è sentiero di emigrazione, disperazione e morte.
E ancora, il viaggio di Ngor Atak, portavoce di quel popolo di invisibili che oggi attraversa il Mediterraneo, protagonista del racconto inedito dello scrittore Livio Romano. Una moderna Odissea nella quale nessuno è più disposto ad accogliere Ulisse.
Ma il viaggio è anche alla ricerca della speranza, che c’è ancora, nei vicoli di Napoli, come nelle stradine di Istanbul e nella placida Mostar; sulla terra assolata di Sicilia, come tra gli ulivi del Salento.
La speranza è l’immigrato che lavora nei campi di angurie e pomodori del Salento per poche monete al giorno, che trova la forza e il coraggio di ribellarsi all’oppressione e denunciare i caporali e gli sfruttatori.
La speranza è un popolo che insorge, per strappare dalle zanne del fanatismo la propria libertà, o per conquistarla col profumo dei gelsomini.
E la speranza è una donna che non piange più solo quando nessuno la vede, ma che sfugge alla morsa di usanze brutali sfilandosi la veste nera che ha dovuto indossare per anni e mostrando al mondo i colori del suo sorriso e il suono della sua voce.
















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