NARDO' - Mettiamo in conto che ai soliti disfattisti, sono tutti coloro ai quali farebbe piacere che le cose andassero tutte a rotoli soltanto per dare forza al nichilismo della propria parte politica, verrà per l'ennesima volta il mal di pancia nel leggerci. Ma, forse, è quello che vogliamo perché noi ci divertiamo a vivere, siamo solari e sorridiamo spesso, a differenza di chi, oppresso dalla malagestione della propria vita, sfodera solo rabbia e sentimenti di odio. Ma oggi anche i paranoici possono sorridere a denti stretti, se tifano anche solo un pochino per la propria città: il prestigioso quotidiano la Repubblica (è un giornale di carta con un essenziale riflesso sul web: chi vive ed esiste solo sui social potrebbe non saperlo) commenta il successo di Checco Zalone e cita espressamente Nardò. La verità, dunque, non è incomprensibile, care nullità, ma c'è chi la individua e chi la legge per trasferirla ai lettori, facendosi "medium", ciò per cui siamo nati ed operiamo. E l'effetto è duplice, perché così rintocca sempre di meno l'ora dei somari col sonaglio.
Lo sappiamo che è un atto dovuto. Lo sappiamo che è scontato che accada. Perché lo sanno tutti che Nardò è set cinematografico d'eccellenza.
Ma la nostra domanda è un'altra: qualche anno fa sarebbe successo? Qualche anno fa chi avrebbe potuto parlare di Nardò come terra dove far cinema di alto livello?
Oggi diamo per assodato che la città sia scelta dalle produzioni ma ciò succede perché le idee camminano sulle gambe degli uomini e non perché un produttore, un giorno, sceglie un luogo a caso sul mappamondo ed esclama "qui girerò il mio prossimo film".
Questo discorso è importante. Perché la voglia di "rivoluzione" (quale, poi?) non può consentire che si getti il bambino con l'acqua sporca. La voglia di rinnovamento va incanalata verso persone degne di succedere alle precedenti e l'affido, sacro, del bene supremo della fiducia (cioè del proprio futuro e quello della comunità) non può essere sminuito da un gesto d'impulso.
Prendiamo questa curiosa fattispecie che ci vede, agli occhi del Bel Paese, come terra di cinema. Non è sicuramente casuale ma si deve al proficuo lavoro svolto, ad esempio, dal già vicesindaco Giancarlo De Pascalis ed ai suoi buoni uffici con artisti, agenti e tour manager; sicuramente anche al sindaco Marcello Risi, grande appassionato di cinema, che ha favorito in ogni modo l'arrivo di eccellenti troupe, mettendo a disposizione la città da lui governata; l'ex assessore Flavio Maglio che si è fatto in quattro, operativamente e sul campo, ogni volta che una produzione ha varcato i confini cittadini per girare un giorno, una settimana o un mese; l'ex assessore Francesca Muci, attivissima nel mondo del cinema e nel quale si è tanto adoperata perché Nardò avesse la giusta considerazione agli occhi di chi avrebbe deciso la location.
E poi, concludiamo indegnamente, grazie anche con qualche mezzo d'informazione che - rara avis - ha deciso che questo è un ambito nel quale è sicuramente bellissimo costruire uno spicchio di futuro, considerato l'appeal che "la settima arte" riesce ancora ad evocare quando i media svolgono, bene, il proprio compito di diffusione e divulgazione delle notizie.
Con una suggestione: a lungo l'illuminato Oscar Iarussi, responsabile della redazione Cultura e Spettacoli della prestigiosa Gazzetta del Mezzogiorno, è stato presidente dell'attivissima Apulia Film Commission, finanziatrice di opere prodotte nel Salento e ispiratrice del fenomenale libro "Effetto Puglia" (clicca per scaricare un bell'estratto) nel quale proprio Nardò fa un figurone con l'elenco dei film girati in città dagli anni Sessanta fino ai giorni nostri. E nel quale, anche vi vi scrive in questo momento ha avuto il piccolo ma significativo compito nel dare alla bella Nardò, la nostra città, il ruolo che le compete sul palcoscenico del grande Cinema.
E grazie anche a Fernando Pero per averci segnalato questa bella notizia che potrete leggere seguendo questo filo telematico:
LINK A LA REPUBBLICA, ARTICOLO SU ZALONE E ALTRI "MIRACOLI"
















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