NARDO' - Oggi la consegna ideale da parte del Rotary per il decimo anniversario del club, presieduto da Maria Rosaria Filograna, dopo una raccolta di fondi che ha consentito il restauro della porta di mare. Appuntamento alle 19 sul posto per la consegna simbolica alla città ed, alle 20, presentazione degli interventi effettuati nel chiostro dei Carmelitani. Partecipano Vincenzo De Bellis, Amelia Sardone, Maria Piccarreta, Augusto Ressa, Antonio Filograna.
INTERVENTO DI RESTAURO:
-Ponteggio metallico, recinzione e teli;
- Preventivamente alla rimozione di intonaci e/o vecchie tinteggiature, e comunque prima della posa in opera di nuovi strati d'intonaco o tinteggiatura, si eseguiranno saggi stratigrafici e tasselli di pulitura, opportunamente dislocati in vari punti delle superfici individuate, al fine di verificare la presenza eventuale di sottostanti dipinti, calibrare ed ottimizzare le tecniche d’intervento.
Più esattamente, ove facciate, paramenti murari ed i relativi elementi, tutti o in parte, presentino uno o più strati di intonaci, patinature, coloriture, scialbature e tinteggiature, prima di procedere a qualsivoglia intervento di pulitura e rimozione anche di un solo strato sovramesso, si procederà ad indagini stratigrafiche scientifiche, con le quali si dovrà accertare:
- la successione stratigrafica dei materiali sovramessi al supporto lapideo;
- la cromia, lo spessore e la natura fisico-chimica di tutti gli strati presenti, inclusa quella dello strato originario, nel caso di più strati;
- lo stato conservativo dei vari strati e la loro adesione ai rispettivi supporti;
- l'estensione dello strato originario, nel caso di più strati, sia con riferimento a quella originaria, ove accertabile, sia allo stato attuale.
Eventuali dipinti e decorazioni pittoriche murali saranno sempre e comunque preservati, conservati e restaurati con metodologie e tecniche scientifiche.
In ogni caso il restauro di dipinti e decorazioni pittoriche murali verrà eseguito da restauratori specializzati, previa redazione della "scheda tecnica" prevista dal primo e secondo comma dell'art. 6 del D. Lgs. 22 gennaio 2004, n. 30, redatta da restauratore qualificato ai sensi del D.M. 24 ottobre 2001, n. 420 "Regolamento recante modificazioni e integrazioni al decreto del Ministro per i Beni e le Attività Culturali 3 agosto 2000, n. 294.
In presenza di dipinti e decorazioni murali, la "scheda tecnica" relativa al loro restauro dovrà riportare l'obbligatorio parere favorevole preventivo della Soprintendenza PSAE della Puglia.
L'intervento dovrà essere effettuato su materiali non originali di varia natura (ridipinture, scialbi, intonachi, ecc.) sovrapposti o integranti la pellicola pittorica, eventuali strati di finitura e vernici costitutive. La pulitura deve interessare solo i materiali da alleggerire o da rimuovere senza causare la perdita di parti dell'eventuale pellicola pittorica originale, né degli stati soprammessi originali o individuati come storicamente significativi. Non deve produrre alterazione di pigmenti, né rimuovere quelle alterazioni superficiali che si sono prodotte naturalmente. L'operazione si effettua con mezzi meccanici (piccola attrezzatura tipo bisturi, pennelli di varie forme dimensioni e durezze, spugne sintetiche compatte, gomme di diversa durezza, ecc.), ed eventualmente con agenti chimici, chimico/fisici e biochimici (solventi, reattivi chimici ad azione debolmente alcalina, enzimi, tensioattivi) o facendo ricorso ad entrambi i sistemi integrati. La scelta del metodo di pulitura è condizionata dalla natura dei materiali costituenti l’opera, in special modo dalla tecnica di esecuzione. Il sistema e le sostanze impiegate devono poter essere facilmente controllabili in ogni momento e in ogni parte del dipinto nonché svolgere un'azione selettiva e graduabile. Le caratteristiche del materiale prescelto e le modalità della sua applicazione, devono consentire un'azione limitata alla superficie, la facile rimozione senza ritenzione da parte dei materiali originali, la possibilità di controllare l'operazione al fine di evitare un'azione protratta nel tempo. Si dovrà tenere conto anche della tossicità per l'operatore eliminando quelle sostanze di maggiore pericolosità e prevedendo dunque prodotti che a parità di efficacia presentino meno rischi per le superfici e per l'operatore. Si dovranno prevedere anche gli adeguati accorgimenti di protezione individuale e di smaltimento secondo le normative vigenti. L'operazione dovrà essere sempre controllata per mezzo sia di strumenti ottici e, ove necessario, con tecniche diagnostiche e/o tecniche analitiche.
I tasselli di pulitura, orientativamente delle dimensioni di cm 10x20 ca potranno essere anche del tipo "a strisciata", orizzontale o verticale, in rapporto ad eventuali rinvenimenti o necessità di documentazione. Ogni singolo strato rinvenuto nella rispettiva successione dovrà essere esattamente individuato e mappato con apposito codice alfanumerico che indichi anche la facciata e la zona (campi; cornici; elementi decorativi; etc.) di specifico riferimento.
I saggi saranno eseguiti da restauratori specializzati e qualificati ai sensi del D.M. 24 ottobre 2001, n. 420 "Regolamento recante modificazioni e integrazioni al decreto del Ministro per i Beni e le Attività Culturali 3 agosto 2000, n. 294. Compreso la redazione d'idonea documentazione fotografica a colori (ante operam; inter operam; post operam), grafici localizzativi dei saggi con indicazione della stratigrafia rinvenuta, mappatura informatizzata e relazione finale.
-Rimozione di opere in pietra da taglio o carparo, costituenti elementi architettonici di qualunque sagoma e dimensione, quali scalini, davanzali, mensole cornici, cornicioni e simili o conci semplici con iscrizioni, da eseguire a qualunque altezza compreso l’accatastamento del materiali riutilizzabile ed il trasporto a rifiuto di quello inservibile, per ripresa cantonali;
-Ricollocamento in opera di elementi in pietra da taglio o carparo massello, compreso l’onere per la lavorazione degli assetti;
-Fornitura e posa in opera di elementi in pietra semplicemente squadrati per ricostruzione cantonali;
-Revisione di cortine in pietra o paramenti murari in genere, di qualsiasi materiale lapideo, interni od esterni, da eseguire a qualunque altezza, avendo cura di conservare la patina originale consistente in: ispezione dello stato di conservazione dei conci e degli assetti; estirpazione di erbe; rimozione di eventuali chiodi, zanche, staffe, e corpi estranei in genere, adottando ogni accorgimento necessario atto a salvaguardare l’integrità dei conci; eliminazione dei depositi superficiali con scarsa aderenza al sub strato presenti sull’intera superficie a mezzo d’aria compressa;
-Rimozione di vecchie tinte, vernici o scialbature in fase di distacco da murature o volte, da eseguirsi previa raschiatura con spazzole metalliche, spazzolatura e grassaggio con spazzole di saggina e lavaggio finale a spugna. Sono compresi le eventuali opere di protezione dalle polveri, la pulizia ad opera ultimata, l’allontanamento del materiale nell’ambito del cantiere;
-Pulitura di superficie lapidea interessata da diffuso attacco biologico consistente nell’asportazione meccanica delle incrostazioni mediante leggera spazzolatura, applicazione di biocida ed azione meccanica con bisturi, rimozione dei residui tenaci con applicazione di piccole quantità di acqua ossigenata, aspirazione continua del materiale rimosso;
- Consolidamento di intonaco originale non pittorico, distaccato sollevato in più punti o zone, privo di adesione che tende a staccarsi dall’arriccio o dalla muratura di supporto, eseguito da personale specializzato a qualsiasi altezza su pareti verticali, orizzontali o inclinate, sia piane che curve, mediante accurata pulitura delle cavità createsi tra l’intonaco finale e l’arriccio e/o la muratura di supporto, con aspirazione del materiale polverulento e malta disgregata, umidificazione delle cavità con iniezioni, a mezzo di siringhe, di acqua demineralizzata, da ripetere più volte, iniezioni nelle cavità di consolidanti costituiti da impasti inorganici addizionati con resine acriliche idonei alle caratteristiche del manufatto da consolidare, compreso ove occorre interventi di consolidamento a punti mediante micro avvitature, il tutto da eseguirsi con la massima cautela al fine di prevenire eventuali fuoriuscite di composto consolidante dalle lesioni dell’intonaco. Pulitura a secco mediante spazzolatura delle superfici da depositi superficiali polverulenti, eventuali coperture e protezioni provvisorie di elementi od opere di facciata, i sollevamenti, la formazione dei piani di lavoro e quant’altro necessario per dare il lavoro finito a perfetta regola d’arte;
-Stilatura sottile dei giunti fra i conci, lisci, o ad elementi ornamentali da eseguire a qualsiasi altezza con malta di calce e polvere di pietra calcarea con resina acrilica, previa scarnificazione;
-Preconsolidamento di superfici lapidee in pietra leccese, tufo, carparo o similare, degradate con forme di corrosione più o meno accentuate, consistente nell’impregnazione a spruzzo con silicato di etile, nonché esecuzione di stuccature di riempimento e di appoggio delle scaglie con malta idonea a base di calce idraulica a basso contenuto salino e polvere di pietra, eventualmente additivata con silicato di etile; inserimento di eventuali piccoli perni per il fissaggio di pezzi in distacco, con resine epossidiche e stuccature nei bordi.
-Consolidamento di superficie lapidea (già preconsolidata), nelle zone più degradate e pulite, consistente nella impregnazione del materiale mediante applicazione a pennello o a spruzzo eseguito in più fasi e con tutte le accortezze necessarie a consentire la massima penetrazione del prodotto;
-Patinatura di pareti di pietra calcarea, eseguita con preparati a base di collanti sintetici e colori terrosi, nelle dovute proporzioni, compreso la risarcituradi alveoli di erosioni con malta di cemento bianco e idonei coloranti, da eseguire a qualsiasi altezza;
- Fornitura e posa in opera di intonaco a calce dello spessore di cm 2, per l’integrazione di lacune o la realizzazione di rappezzi di intonaco originale esistente, eseguito a qualsiasi altezza su pareti verticali, orizzontali o inclinate, sia piane che curve, anche con la tecnica a ribasso, eseguito cioè con superficie di finitura sotto livello rispetto a quella del manufatto originale, compreso eventuale preventivo rinzaffo della muratura scarnificata, pulizia e rimbocco di piccole cavità o crepe, strato di sottofondo realizzato senza l’ausilio di fasce
guida, seguendo cioè l’andamento della superficie muraria regolarizzando cavità e sporgenze, strato di arricciatura e stabilizza tura a frattazzo, strato finale secondo preventiva campionatura approvata dalla D.L.. Rinzaffo, sottofondo ed arriccio saranno realizzati con malta di calce aerea e/o idraulica dosata a 350 kg per mc di sabbia viva lavata; l’intonaco di finitura sarà realizzato con malta di calce idraulica e grassello di calce opportunamente
dosati a kg 400 per mc di sabbia. Il grado di finitura, la cromia finale modificata mediante l’utilizzo di polveri di marmo colorate, e la granulometria degli inerti saranno a scelta della D.L. sulla base di opportuna campionatura preventiva. L’intonaco di ogni porzione dovrà essere realizzato senza interruzioni in modo da evitare riprese e discontinuità. Compresa la formazione degli spigoli vivi o smussati, le lesene, le nervature di volta, i riquadri dei vani di porte e finestre, il raccordo con elementi lapidei o lignei di facciata, i sollevamenti, la formazione dei piani di lavoro, e quant’altro necessario.
Le suddette fasi di lavoro riguardano il restauro con conservazione dell’intonaco preesistente ed integrazione con nuovo intonaco delle parti a vista.
















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