NARDO' - La rete è bella per questi motivi, quando serve tramandare le tradizioni ai più giovani. Ecco un "tutorial" che non riguarda trucchi o costruzioni meccaniche: acqua, semola e la vecchia ricetta con la storia del nome.

Altra ricetta, stavolta scritta:
Ingredienti: 250 gr. di semola 2 uova 150 gr. di formaggio pecorino prezzemolo tritato sale e pepe Brodo di carne
Procedimento: unite la semola, il formaggio ed il prezzemolo tritato. Aggiungete 2 uova e mischiate al composto. Mettete infine un pizzico di pepe e di sale. La particolarità di questa ricetta è che, per creare i milaffanti, bisogna mischiare tutti gli ingredienti con l’aiuto di un coltello (quindi non impastare con le mani) affinché l’impasto sia “grossolano” e non compatto. Portate a bollore il brodo, versateli e lasciateli cuocere per circa 15 minuti.
Servite subito.
I Milaffanti, questi sconosciuti, il cui nome deriva da “millefanti” una pasta antichissima diffusa nel Salento è sconosciuta a molti, ma questo curioso nome identifica una pastina fatta con la semola di grano duro, le uova e lavorata fino a prendere la forma di piccoli grumi. Non si hanno notizie certe sulla vera provenienza e neanche perché si sia diffusa solo nella zona tra Gallipoli e Nardò. Anticamente venivano preparati nei giorni speciali quando si avevano a disposizione delle uova fresche, un bene prezioso.
I Milaffanti, questi sconosciuti, il cui nome deriva da “millefanti” una pasta antichissima diffusa nel Salento è sconosciuta a molti, ma questo curioso nome identifica una pastina fatta con la semola di grano duro, le uova e lavorata fino a prendere la forma di piccoli grumi. Non si hanno notizie certe sulla vera provenienza e neanche perché si sia diffusa solo nella zona tra Gallipoli e Nardò. Anticamente venivano preparati nei giorni speciali quando si avevano a disposizione delle uova fresche, un bene prezioso.
















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