NARDO' - Professore di Teoria della letteratura all’Università di Pisa, autore di “Rivoluzioni e popolo nell’immaginario letterario italiano ed europeo”, intraprende un viaggio tra le opere letterarie di più secoli, dal ʼ500 al ʼ900, dalla Riforma protestante alla caduta del muro di Berlino.
GRUPPO LETTURA SU “RIVOLUZIONI E POPOLO NELL’IMMAGINARIO LETTERARIO ITALIANO ED EUROPEO”, QUODLIBET 2023, di Stefano Brugnolo
INCONTRO CON L’AUTORE
7 giugno 2024 -ore18:30 - Liceo “Galileo Galilei” - Via Ferri - Nardò
La rivoluzione, “grande metafora ossessiva con cui l’Occidente si è concepito, ormai ha smesso di occupare il nostro immaginario. La prospettiva rivoluzionaria è stata sostituita da visioni apocalittiche che “corrispondono alla constatazione pessimistica che il mondo può finire ma non può essere cambiato”.
E’ la conclusione a cui arriva Stefano Brugnolo, professore di Teoria della letteratura all’Università di Pisa, autore di “Rivoluzioni e popolo nell’immaginario letterario italiano ed europeo”, dopo un viaggio tra le opere letterarie di più secoli, dal ʼ500 al ʼ900, dalla Riforma protestante alla caduta del muro di Berlino. Nel 1989 si chiude, infatti, l’epoca iniziata due secoli prima con la Rivoluzione francese, ma già con la Riforma “l’Europa ha potuto concepire dei sovvertimenti di portata generale e fondati su visioni del mondo alternative e non su insoddisfazioni e furie episodiche”.
Nel libro Brugnolo si occupa dei “modi con cui alcuni scrittori hanno immaginato, trasfigurato, deformato creativamente l’evento rivoluzionario”, di “come l’hanno rappresentato non solo in quanto fatto realmente accaduto, ma anche in quanto evento atteso, tentato, temuto, mancato”.
Ad essere rappresentato è anche il popolo: il protestantesimo ha infatti coinvolto le masse fino al punto che il loro controllo a volte è sfuggito ai capi del movimento.
“Plebe”, “multitudo”, “vulgo”, “universale” sono i termini con cui Machiavelli parla del popolo. E’ proprio Machiavelli a presentare nelle “Istorie fiorentine” la prima scena rivoluzionaria con il racconto della rivolta dei ciompi. L’autore del celebre trattato “Il Principe” è artefice di un progetto di cambiamento radicale per l’Italia che fallisce: comincia così, insieme al fallimento della Riforma negli stati italiani, la serie di rivoluzioni mancate che secondo Brugnolo interessano l’Italia.
Rivoluzioni e popolo, ma anche separazione a partire dal Rinascimento tra élite colta e masse popolari costituiscono il filo rosso con cui l’autore conduce la sua analisi di molteplici opere letterarie italiane ed europee. Non solo testi letterari, ma anche opere d’arte pittorica, tra cui “Il quarto stato” di Giuseppe Pellizza da Volpedo, opere di scrittori come Vincenzo Cuoco e Antonio Gramsci che riflettono su rivoluzioni passive e fallite. Dopo don Milani, impegnato a restituire la parola ai timidi, dopo l’operaismo di Mario Tronti e Nanni Balestrini, il libro si chiude con “Il formaggio e i vermi” di Carlo Ginzburg: un ritorno al ʼ500, punto di partenza del saggio, con il lavoro dello storico che fa riemergere dall’oblio Menocchio, mugnaio friulano con un suo pensiero “cavato dal suo cervello”: un omaggio alla capacità di un popolano di elaborare un pensiero autonomo, che legge e cerca nei libri della cultura alta le parole per esprimere le sue idee. Menocchio muore bruciato come Giordano Bruno.
“Rivoluzioni e popolo” è un’opera di straordinaria ricchezza. La lettura collettiva del libro di Stefano Brugnolo, a cui è stato aggiunto il cineforum aperto al pubblico, ha rappresentato per il gruppo, ospitato nella sede del Centro Studi “G. Casalino”- SPI CGIL, che ha patrocinato l’iniziativa, un’avventura conoscitiva e un punto di partenza per tante altre letture.
L’incontro con l’autore, che si svolgerà venerdì 7 giugno alle ore 18:30 nella sede del Liceo “Galileo Galilei” in via Ferri, sarà un’occasione per approfondire il dialogo iniziato attraverso il libro stesso, ma anche un modo per condividere con quanti vorranno partecipare l’esperienza del Gruppo lettura.
L’autore
Stefano Brugnolo insegna Teoria della letteratura all’Università di Pisa, cattedra in precedenza ricoperta da Francesco Orlando (Palermo, 1934 - Pisa, 2010), grande critico letterario, francesista e autore, tra le tante opere, di “Per una teoria freudiana della letteratura, Torino, Einaudi, 1973. Brugnolo si dichiara orlandiano e non esita ad evidenziare l’importanza che ha avuto il maestro nella sua formazione e nel suo modo di praticare la letteratura, una vera passione che trasmette ai lettori. Tra gli altri suoi scritti: “Dalla parte di Proust” (Carocci, 2022); “La tentazione dell’altro. Avventure dell’identità occidentale da Conrad a Coetzee” (Carocci, 2017); “La letterarietà dei discorsi scientifici” (Bulzoni, 2000).
Genoveffa Giuri
Gruppo di lettura su “Rivoluzioni e popolo
nell’immaginario letterario italiano ed europeo”
di Stefano Brugnolo
















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