L’etica nella gestione dei diritti umani e dell’economia (Relazione fatta il 31 gennaio 2025 all’incontro sul tema “Società e istituzioni, quale etica” nella sede dell’Osservatorio “Comunicazione di Terzo Millennio“, Nardò, Via Francesco Belotto 15/A).
Giuseppe Mario Potenza
Nella società una parte riconosce il nesso tra etica e diritti umani, come, ad esempio, in materia di aborto (legalizzato con legge n.184/1978), e ritiene che il vero diritto è quello del nascituro, o in materia di fine vita, vedi il caso di Eluana Englaro, che a causa di un incidente stradale nel 1992, ha vissuto in stato vegetativo fino alla morte sopraggiunta a seguito dell’interruzione della nutrizione artificiale, e si è proceduto sulla base di una mera presunzione di volontà dell’interessata. Per quanto uno conosca, come genitore, il modo di pensare della propria figlia, la decisione di farla finita può essere in qualsiasi momento smentita: la libertà non esclude ripensamenti e perdura fino all’ultimo istante della vita.
Si è parlato del fenomeno del “dirittismo” ( il termine non è nel vocabolario). Alessandro Barbano, direttore del Mattino di Napoli, non ha risparmiato “gli accademici votati alla supremazia di una élite che maschera, dietro la censura delle manchevolezze altrui, una sottile vocazione antidemocratica”. A Roma si è affermato che il 4 maggio dev’essere non la festa del papà e della mamma, ma una giornata di laboratori aperti alle famiglie. A proposito della famiglia, sappiamo che la famiglia ha sempre costituito la forza della società, mentre con queste forme di “dirittismo” si vuole distruggerla nella sua forma naturale, biologica, di unione tra uomo e donna. A proposito di “dirittismo”, tra le notizie che si apprendono ci sono i “ladri di case”, che si impossessano delle case arrogandosi poi il diritto di possesso, e ciò anche quando le case sono abitate, il cui proprietario, uscito dalla sua abitazione, non può farvi rientro e rimane fuori a protestare, come si vede spesso in tv. Si auspica in questi casi una legislazione lungimirante che tenga conto dei bisogni dei senzatetto.
D’altra parte sono fiorite le prese di posizione, e magari proteste, per diritti diversi, come per la benedizione religiosa e il presepe a scuola (marzo e agosto 2015). Può accadere che la tradizione per certe manifestazioni, consolidata da secoli, sia osteggiata, quando non ci si limita a introdurre e seguire in Italia prassi e cultura diverse, come nel caso dell’Islam, e pensiamo a quanto osservò, in proposito la giornalista Oriana Fallaci. Un caso curioso vediamo in campo religioso a proposito della natura religiosa del Natale, snobbata da quanti non credono, ma che giocoforza festeggiano ugualmente: se interrogati su quali motivi festeggiano, costoro accampano di motivazioni diverse.
Eugenio Mele, consigliere di Stato, in occasione di un incontro a Nardò, Oasi Tabor, nel 2008 sul tema “Il valore della persona nella cultura multietnica” osservò “…vi è peraltro più complicità che solidarietà, che è qualcosa di diverso: solidarietà è coesistenza di valori, complicità è coesistenza di persone; ma nella nostra epoca vediamo abbassarsi i valori perché si è abbassata terribilmente la cultura…”.
L’ordinamento ha avuto un grave pregiudizio dalla mancata considerazione degli artt. 39 e 49 della Costituzione, che richiedevano da tempo una legge di disciplina. Si devono far valere i diritti umani sotto i tanti aspetti ma nei limiti dell’etica, richiesti da una società civile. Così c’è il diritto al lavoro, il diritto alla partecipazione alla cosa pubblica, il diritto in campo politico. A proposito di quest’ultimo diritto, in occasione dell’incontro sul tema “Etica del vivere” con il Prof. Massimo Cacciari all’Università del Salento nel 2009, ci si è chiesto: il cittadino nel suo ambito privato è libero di seguire determinati criteri secondo coscienza o appare sensibilizzato dall’attività dei partiti politici? Se c’è questa sensibilizzazione, è opportuno guardare ai criteri di gestione dell’attività politica? E se questi criteri presentano dubbi, non sarebbe auspicabile l’attuazione ottimale con legge ordinaria dell’art. 49 della Costituzione, nel senso, anzitutto, a monte, del rispetto dei diritti del cittadino e poi, ove occorra, di un superamento di detti criteri, se non condivisibili alla luce dei principi etici? Da qui sorge il dubbio che la passione politica influisca negativamente sul diritto di ciascuno di seguire un’arte del vivere corrispondente ai suoi intimi convincimenti in materia di etica. Inconveniente che non ci sarebbe se la base popolare potesse esprimersi più liberamente in apposite conferenze del cittadino, cosa improbabile nel nostro sistema, che invece prevede altre conferenze.
C’è il diritto dei cittadini a fare politica, ma rimane il rispetto dei criteri gestionali dell’etica. Il Senatore Giorgio De Giuseppe, in occasione di un incontro nel 2010 a Nardò, Villa Giulio, relazionando sul tema “Necessità di un’etica nel mondo politico”, osservò, tra l’altro, sul tema riguardante la partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica:
“…Il Concilio Vaticano II, quando parla di politica, usa espressioni di una rara efficacia. Dice che è l’attività umana di volontariato più nobile e comprensiva, perché, mentre il volontariato riguarda determinati settori, la politica comprende tutto…Quindi, è vero che la morale riguarda ogni aspetto della vita, ma nella politica la morale trova la sua maggiore caratterizzazione perché, toccando tutti gli argomenti, deve cercare di affrontare qualsiasi argomento, avendo sempre presente una stella polare di orientamento, il comandamento etico…”
…Bisogna che i cittadini partecipino veramente, pretendendo le riforme, facendo pressione su coloro che sono eletti, e che li rappresentano nel Parlamento. Bisogna che la partecipazione effettiva dei cittadini imponga la soluzione dei problemi, sui quali, ripeto, la denuncia è facilissima, ma molto più difficile è il porvi rimedio. Aldo Moro, nell’ultimo discorso che tenne a Benevento, aveva indicato la strada da perseguire, quando parlò di un nuovo senso del dovere, che avrebbe dovuto caratterizzare l’operato di tutti i cittadini, attraverso la collaborazione, la partecipazione, la responsabilizzazione. Cambiare la seconda parte della Costituzione è, dopo 27 anni, necessario: se possibile, utilizzando le procedure previste dall’art. 138; se non si riesce, bisogna farlo attraverso un’assemblea costituente, appositamente eletta dal popolo, con un sistema rigidamente proporzionale”.
Circa il diritto alla partecipazione alla cosa pubblica siamo ancora in alto mare. Il cittadino osserva le pecche della pubblica Amministrazione, ma non può fare nulla, è impotente. La sua voce, magari portata sulla stampa, è raglio d’asino rivolto al cielo.
Il diritto al lavoro induce a riflessioni diverse. Il lavoro precario è un’emergenza che si deve bandire dall’ordinamento. Nel destino dell’uomo c’è il lavoro, ma il lavoro non può fare dell’uomo uno strumento. L’uomo deve conservare la sua dignità di persona. Il lavoro è un dovere dell’uomo, se uno non svolge il proprio dovere, la comunità ne risente.
Nella stampa non sono mancate le osservazioni sulla necessità di seguire i criteri dell’etica nel costume della vita quotidiana. Per fare qualche esempio, “Etica per i nuovi capitalisti”, Fernando Savater in Corriere della Sera del 27 dicembre 1999: “…è urgente rivedere l’egoismo che ci porta a dimenticare i bisognosi”; “Anelda uccisa da un visto negato. La madre doveva donarle un rene, non l’hanno fatta partire dall’Albania.. Anelda è morta”. Il console Tomassoni osservò che avrebbe violato la legge italiana. “Il paradosso è che se la madre di Anelda avesse chiesto un visto per turismo…il trapianto sarebbe stato eseguito”, Carlo Vulpio in Corriere della Sera, 14 arile 2007; “La politica non tocchi le leggi italiane”, F. Gia. ne Il Messaggero del 17 dicembre 2009: “Sacralità della vita umana, nuovo monito del Papa su eutanasia e aborto…I principi che sono alla base della legge naturale non possono essere abrogati. Altrimenti si arriva alla dittatura del ‘relativismo’ che non conosce nulla come definitivo…”.
Nel campo gestionale dell’economia diverse considerazioni si fanno in materia di etica. L’esempio generoso di altruismo di Albert Schweitzer spinge ad allargare lo sguardo ai Paesi più sfortunati, e spinge tutti, a livello singolo, a livello di Stati e a livello di cooperazione di Stati. La ricchezza, sia quella prodotta dall’uomo, sia quella offerta dalla natura – a condizione che se ne riesca a fermare lo scempio – basterebbe a tutti. E’ certamente necessaria una presa di coscienza che influisca sulle scelte dei governi e delle imprese e sugli stili di vita delle persone sotto gli aspetti di un consumo responsabile, di una finanza etica e di una responsabilità sociale delle imprese.
Per raggiungere tale scopo occorre una svolta decisiva negli interventi, come a giusta ragione nel 2020 ha osservato il sindaco di Roma Walter Veltroni: “Se tutto continuerà ad andare come in questi ultimi sette anni, nessun singolo obiettivo del Millennio sarà raggiunto appieno entro il 2015…”. L’occasione è stata data dalla Conferenza internazionale di valutazione di medio termine (“Running out of time”) tenutasi a Roma, in Campidoglio, il 22 giugno 2010, alla quale hanno partecipato rappresentanti e sindaci di 50 città di tutto il mondo. Tra l’altro Veltroni ha ricordato che tuttora nel mondo 854 milioni di parsone sono sottoalimentate, che la mancanza di acqua potabile uccide oltre un milione e mezzo di bambini ogni anno. Non si vedono, però, come si voleva – e comunque c’è ancora molto da fare – gli otto obiettivi fissati nel 2000 dalle Nazioni Unite: eliminazione della povertà estrema e della fame; istruzione primaria universale; valorizzazione e promozione delle competenze delle donne; diminuzione della mortalità infantile; miglioramento della salute materna; lotta contro Hiv-Aids, malaria e altre malattie; assicurazione della sostenibilità ambientale; un partenariato globale per lo sviluppo.
Per raggiungere questi scopi, anzitutto, l’economia dovrebbe essere intesa in senso evangelico e questo tema merita la nostra attenzione nei suoi tanti aspetti. In proposito Padre Giulio Albanese – scrittore, direttore di testate giornalistiche, fondatore del MISNA (Missionary Service News Agenzy) – ha considerato che è relativamente facile produrre, è molto più complesso incontrare l’interesse del mercato e quindi vendere. Da ciò deriva l’esigenza, per molte aziende, di mantenere la propria competitività adottando un “orientamento solidale”, nella consapevolezza però che solo il mercato può garantire la loro esistenza attuale e futura. Nel gergo tecnico questo orientamento si chiama “Cause related marketing” (crm), commercializzazione legata a una causa, una vera e propria campagna finalizzata all’abbinamento del prodotto, servizio o marchio che sia, per un certo tempo, a una campagna sociale o a un’organizzazione no profit. La strategia si è rivelata vincente negli Stati Uniti ma anche in Europa. La convinzione è che, se realizzata in modo eticamente corretto e non opportunistico, la campagna di Crm arrechi benefici d’immagine all’impresa, che si distingue per la sua attenzione al sociale e all’organizzazione no profit che raccoglie fondi per le proprie attività filantropiche o missionarie.
Benedetto XVI, nel discorso all’Onu del 18 aprile 2008 ha osservato: “… questioni di sicurezza, obiettivi di sviluppo, riduzione delle ineguaglianze locali e globali, protezione dell’ambiente, delle risorse e del clima, richiedono che tutti i responsabili internazionali agiscano congiuntamente e dimostrino una prontezza ad operare in buona fede, nel rispetto della legge e nella promozione della solidarietà nei confronti delle regioni più deboli del pianeta. Penso in particolar modo a quei Paesi dell’Africa e di altre parti del mondo che rimangono ai margini di un autentico sviluppo integrale, e sono perciò a rischio di sperimentare solo gli effetti negativi della globalizzazione… è necessario riconoscere il superiore ruolo che giocano le regole e le strutture intrinsecamente ordinate a promuovere il bene comune, e pertanto a difendere la libertà umana…”.
















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