Caro direttore, un ringraziamento alle insegnanti che, in questi anni difficili, sono riuscite a far “germogliare” i nostri figli e nipoti lo vogliamo rivolgere?
L’altra sera si è svolta, presso il Teatro Comunale di Nardò, la manifestazione delle/dei ragazze/i per la chiusura del V° anno di Scuola Elementare, organizzata dalle insegnanti delle classi A e B, Polo 2 di Via Crispi.
Un’esibizione abbastanza formativa, nata dall’idea delle maestre che, così facendo, hanno cercato di appassionare e rendere partecipi i giovanissimi alunni. Insieme a loro anche le famiglie. Lo hanno fatto con entusiasmo, su un tema attuale abbastanza serio: l’inquinamento di questo pianeta, come educare le nuove generazioni ad uno stile di vita alternativo. Come mantenere pulito e ordinato questo nostro mondo.
Il tutto (è una mia personale interpretazione) grazie alle ottime letture e i rudimenti del maestro Gianni Rodari. Autore molto letto in questi anni dai ragazzi, grazie proprio alle loro insegnanti.
Inoltre, il programma non poteva avere miglior inizio, se non con uno scenario di grande impatto pedagogico ed evocativo:
i ragazzi, tutti uniti in gruppo come fossero una cosa sola - da poco adolescenti e non più bambini – al centro del palco pian piano cominciavano a “germogliare”. Schiudersi al mondo, indirizzarsi verso un nuovo corso di studi. Difatti, lasceranno la scuola elementare per dirigersi verso la Scuola Media.
L’avvio del percorso di questi ragazzi, purtroppo, non è avvenuto sotto i migliori auspici.
Era settembre 2020, in pieno contagio pandemico. Costretti a subire il castigo del lockdown, l’inserimento di una tormentata didattica a distanza. I bambini erano così piccoli, avevano già le loro difficoltà d’inserimento nel mondo della scuola. Eravamo tutti, giustamente, obbligati alle ristrettezze del contagio.
I piccoli alunni impediti a frequentare la scuola, dovevano collegarsi da casa con il computer. La scarsa conoscenza delle nuove maestre, e questi nostri figli che non si sarebbero mai sognati di dover studiare ed appendere le lezioni tramite un freddo monitor.
A loro volta le insegnanti, alle prese con le incertezze di una scuola che non riusciva a garantire i supporti, tecnici, necessari per un’efficiente rete wi-fi. E poi, quanto era difficile impartire quelle lezioni ai piccoli allievi, che già in classe sono irrequieti, figuriamoci richiamare la loro attenzione attraverso lo schermo di un computer.
Tutto questo è proseguito fino al 2023, anno in cui finalmente venne decretata la fine della pandemia da Covid-19.
Anni pieni di difficoltà per le insegnanti, per i bambini e per i loro genitori. I piccoli hanno rischiato di non capire bene gli argomenti che venivano impartiti, in una situazione del tutto nuova e di completo disagio.
E invece è proprio qui che si è dimostrato il comportamento, ammirevole, delle professoresse. Malgrado tutto non hanno mai mollato, all'opposto hanno fatto di tutto per istruire al meglio i loro giovanissimi studenti.
Sappiamo molto bene che l’istituzione della Scuola Elementare ha fondamento su basi solide, se si vuole dare, con passione, una preparazione compiuta ai ragazzi. E se oggi, sicuramente, questi ragazzi sono riusciti ad ottenere una valida e puntuale formazione scolastica, per cui possono con tranquillità affrontare la Scuola Media, devono esprimere riconoscenza alle loro insegnanti.
Persone con una bontà d’animo non comune, che le ha contraddistinte, con perseveranza e tenacia, degna delle migliori educatrici, sono riuscite a cacciare fuori il meglio dai loro ragazzi, come originali pedagoghe socratiche.
Bastava solo ammirare, l’atra sera, (e le assicuro, caro direttore, che tutti noi genitori, e nonni, lo abbiamo fatto con grande emozione) questi incantevoli ragazzi come, in coro, sono riusciti a cantare le canzoni in un inglese fluente. Non è forse merito della loro capace, brillante e simpatica, insegnate Floriana se questo prodigio è accaduto?
Un inglese parlato e cantato, da far invidia a tutti quei ministri, di questa Repubblica, che ogni volta si recano in visita, diplomatica, fuori dall’Italia ci fanno fare delle figure barbine.
Ecco, questo volevo dire e credo, spero, di poter esprimere, in modo semplice, il desiderio di tutti i familiari dei ragazzi, che l’altra sera al Teatro Comunale di Nardò ci hanno fatto commuovere, per la loro infinta dolcezza.
Esprimiamo gratitudine alle insegnanti che, in questi anni difficili, sono riuscite a far “germogliare” in modo eccellente i nostri figli e nipoti.
Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente
















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