NARDO' - Appuntamento con le opere dell’artista amica di Fellini. Sabato 15 novembre l’inaugurazione.
L’inquietudine del colore è il titolo della mostra della pittrice Rosalia Talamo che sarà ospitata all’interno della chiesa di San Trifone, in piazza Salandra, nelle giornate del 16 e del 17 novembre prossimi. L’inaugurazione è in programma sabato 15 novembre alle ore 17:30. Interverranno, oltre a Rosaria Talamo, il sindaco Pippi Mellone, l’assessora alla Cultura Giulia Puglia e l’onorevole Gianfranco Rotondi.
Rosalia Talamo nasce ad Avellino nel 1951. Insegnante di educazione artistica, inizia la sua carriera esponendo, con riscontri positivi, in varie mostre personali e collettive in tutta Italia. Ben presto i suoi lavori a sfondo bucolico, che esaltano la bellezza del mondo animale e vegetale, valicano i confini dell’Italia (ha esposto anche in Francia). Nel corso degli anni Novanta Talamo espone spesso a Roma, in via Margutta, conoscendo e affascinando artisticamente personalità come Sandra Milo, Federico Fellini e tanti altri. Il celebre regista acquistò un suo dipinto e fu tra i primi a incoraggiare l’artista a mettere a frutto la sua creatività, invogliandola ad esempio a scrivere il suo primo libro (Oltre il tempo). Dopo qualche anno di stasi artistica, Rosalia Talamo torna a dipingere scegliendo un’arte più intima e introspettiva che fa leva sui colori acrilici. I suoi dipinti parlano della sua anima, i colori diventano forme e le forme colori, fondendosi armonicamente in una continua esplorazione.
Lo scrittore e critico d’arte Domenico Pisano scrive che “La materia sembra urlare e inquieta ribellarsi nella pittura di Rosalia Talamo. Uscire dalle tenebre, cercare nuove strade, immaginare una luce. Il caos non viene allontanato o rinnegato; esso accompagna questo insolito viaggio interiore, ne diventa una inaspettata chiave di lettura in quanto presenza e causa di metamorfosi. Sui quadri rivoluzione, sconvolgimento. Le pennellate sono intense carnali, profonde. Ne nasce una pittura di getto, istintiva, onesta. I quadri in questione non vogliono descrivere: suggeriscono, ampliano, spazio e tempo fuggono da recinti e certezze. Sono frammenti, lapilli, crepe magma, buchi neri: hanno una voce lontana. Offrono inaspettate tracce di fiducia e fede, di utopia e di metafisica: una insolita malinconica bellezza. Infatti, in vari punti ecco bagliori di giallo, invocazioni di rosso, lievità di azzurro. E un incamminarsi verso la luce in un inno alla vita. La tela diventa allora un vulcano che dal grembo della terra esplode d’inquietudine e d’amore!”
La mostra sarà visitabile dalle ore 10:30 alle 13:30 e dalle 17:30 alle 20:30 di domenica 16 e lunedì 17 novembre.
Spettacolo-Cultura
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