NARDO' - Un incontro semplice, ma profondamente emozionante, capace di unire generazioni diverse nel segno della gioia e della solidarietà. È quello che si è svolto a Nardò, dove 25 alunni delle classi prime, seconde e terze della scuola Secondaria Polo 2 hanno portato un’ondata di entusiasmo nel salone del centro diurno per anziani Neretum Care.
Non sono servite cerimonie formali: a fare la differenza sono stati i sorrisi spontanei dei ragazzi, protagonisti di una visita speciale organizzata in occasione della Pasqua. L’iniziativa, promossa dalla scuola insieme ai volontari clown dell’associazione “Cuore e mani aperte”, ha rappresentato un vero e proprio ponte intergenerazionale, pensato per favorire lo scambio di valori tra anziani e giovani, quasi come nonni e nipoti “adottivi”.
Accolta con entusiasmo sia dalla dirigenza scolastica che dai responsabili della struttura, la giornata è stata vissuta all’insegna della condivisione. I ragazzi sono arrivati carichi di energia e con un dono speciale: i “Pasqualotti”, acquistati grazie a una colletta organizzata nelle classi. Un gesto concreto di solidarietà, il cui ricavato contribuisce a sostenere importanti progetti come Bimbulanza, Magibus e Sorrisibus, mezzi dedicati al trasporto dei bambini del Salento verso centri di eccellenza sanitaria su tutto il territorio nazionale.

Durante l’incontro, i giovani hanno avuto modo di conoscere gli ospiti della struttura, coinvolgendoli in momenti di animazione e balli di gruppo che hanno trasformato la quotidianità in una festa. Tra risate, musica e tanta complicità, si è creato un clima di autentica vicinanza umana.
Al termine della visita non sono mancati abbracci sinceri e la promessa di rivedersi presto, segno di un legame nato in poche ore ma destinato a lasciare un segno profondo. Per gli anziani, la presenza dei ragazzi e dei volontari ha rappresentato una pausa luminosa dalla routine quotidiana, facendoli sentire parte attiva della comunità.
Per gli studenti, invece, è stata una preziosa lezione di vita: un’esperienza concreta di gentilezza, empatia e rispetto verso i più fragili, valori che nessun libro può insegnare con la stessa intensità.
Un piccolo gesto, dunque, che ha saputo generare un grande significato: quello di una comunità che si incontra, si ascolta e cresce insieme.
















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