LECCE - L'altra faccia dell'esecuzione: quella di chi abbassa la leva, di chi lascia che la lama della ghigliottina si abbatta sul collo del condannato a morte; e lo fa per lavoro. Liberamente ispirato ad una storia vera, Marco Cortesi porta in scena alle Manifatture Knos le emozioni e le riflessioni dell'ultimo boia di Francia. Cronache settecentesche? No, nulla di tutto questo. Siamo nel 1981, nel cuore dell'Europa, e la pena capitale viene ancora comminata regolarmente... Ma qualcuno riesce a dire "basta".
Uccidere un uomo è un'operazione meno semplice di quanto si creda.
Non bastano la volontà, il dito sul grilletto e una pallottola; o meglio, tutto questo potrebbe anche essere sufficiente in logiche di giustizia privata. Quando sei autorizzato dallo Stato invece, quando sono le istituzioni a pagarti per far fuori qualcuno, le cose cambiano notevolmente. Sembra quasi di essere in una sala operatoria: il paziente viene accompagnato dagli "assistenti", adagiato al suo capezzale di morte e circondato da una troupe di specialisti. Ognuno sa esattamente quello che deve fare e tutto viene eseguito con una regolarità ed un'asetticità quasi disumane. La leva si abbassa, la lama cade e il paziente sente solo "un leggero fresco alla nuca".
Marco Cortesi, affiancato da Mara Moschini, riproduce tra le mura di una vera prigione tutte le sensazioni e i pensieri di chi uccide per mestiere e lo fa perché lo dice la legge. "L'Esecutore", nato dalla penna di Paolo Cortesi, liberamente ispirato ad una storia vera e basato su documenti e vicende dell'epoca, narra la storia dell'ultimo boia di Francia. Il 18 settembre 1981 il governo di François Mitterrand abolisce la pena di morte con 369 voti a favore e 113 contrari: dopo 190 anni di utilizzo, la ghigliottina viene definitivamente smantellata. Inventata da un medico durante la Rivoluzione francese come un "favore all'umanità", è definita lo strumento di morte più efficace della storia. Possibile che questa macchina continuasse a tagliare teste nel cuore della civiltà fino a trent'anni fa?
Patrocinato da Amnesty International e consigliato da La Repubblica, "L'Esecutore" non è solo un film-documentario intenso e coinvolgente, ma un vero e proprio punto di partenza per una riflessione sulla situazione della pena di morte nel mondo. L'analisi di Riccardo Noury (portavoce di Amnesty International Italia) all'interno del libro annesso al DVD e i dati diffusi dalla sua Ong sulle esecuzioni capitali nel mondo nel 2012 lasciano capire come l'uso della pena di morte sia ancora disumanamente diffuso e resti ancora molto lavoro da fare, nonostante gli ottimi risultati raggiunti finora.
La lotta contro il supplizio capitale, nel 2013, non può dirsi ancora conclusa.
Per saperne di più su L'Esecutore: http://www.marco-cortesi.com/esecutore.html
Per saperne di più su Amnesty International: http://www.amnesty.it/index.html
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(a cura di Federico Plantera)
















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