
Patricia Flament è nata in Francia nel 1957. Dopo la laurea in Storia dell’arte nel 1981 presso l’”Ecole du Louvre” di Parigi, si trasferisce a Firenze per completare gli studi in critica d’arte e lì incontra l’uomo che cambierà la sua vita. Nel 1989 decide di trasferirsi a Lecce dove si sposerà e metterà al mondo i tre figli. Alterna tra il lavoro dell’insegnamento della lingua francese e le visite guidate sul territorio.
Ha collaborato con varie case editrici per la realizzazione di guide turistiche.
Nel 2004 ha pubblicato il suo primo romanzo “Il Castello delle Donne”(Ed. del Grifo).
Nel 2005 ha vinto il premio speciale “Opera Prima”con la commedia “Tutti in Messico” per la quale otterrà anche il riconoscimento “Loggione d’oro”nel 2007.
Nel 2006 pubblica “Il Vitello d’oro” (Ed. Palomar)
CUORE D'ACCIAIO
Olympia è l’unica figlia di Mario Buonani, ingegnere presso la Wunderbar Stahl (acciaieria tedesca con filiale italiana) e Nicoletta, deceduta in un misterioso incidente stradale. La ragazza è cresciuta in un ambiente privilegiato, studiando in Svizzera ma soffrendo la lontananza dalla famiglia e trovando nell’amicizia di Sonia un punto di riferimento: conclusa la scuola superiore, le due ragazze sono rientrate in Italia e dovranno scegliere il percorso universitario.
Convinta che Nicoletta si sia suicidata perché trascurata dal marito, totalmente immerso nelle sue ricerche e nel lavoro, Olympia ha un pessimo rapporto col padre, che peraltro è in sedia a rotelle a causa di una esplosione avvenuta in fabbrica. Nel disastro è morto anche un operaio ed è imminente il processo che ne dovrà stabilire le cause; alle vibrate proteste che già da tempo mettono sotto accusa l’azienda per inquinamento ambientale si aggiunge il fatto che l’ing. Buonani possa risultare responsabile per non aver seguito le procedure di sicurezza e tutto ciò acuisce il senso di rifiuto che la ragazza nutre per quel mondo e per suo padre. La sua sofferenza e la sensazione di essere vista come la figlia di un assassino la spinge a comportamenti disordinati e sull’orlo dell’anoressia.
Finisce così in ospedale, dove conosce Rina, una donna modesta che pure nella malattia ha molto da insegnarle. Nello stesso ospedale è ricoverato Alex, un ragazzo conosciuto tramite Peppe, figlio dell’operaio morto nell’esplosione; Alex (che con Peppe condivide interessi musicali) è tra le vittime della diossina e deve subire pesanti cure, ma trova nella propria malattia un motivo per impegnarsi a cambiare le cose: studia Economia Politica e prega Olympia di seguire per lui le lezioni in università durante la sua degenza. Il rapporto tra i due ragazzi si sviluppa verso un’intesa che diventerà sentimentale dopo il loro rientro a casa, invece il dialogo con Peppe verrà rovinato: intimo di Anita, ragazza superficiale con aspirazioni da showgirl, Peppe inseguirà la strada di guadagni facili e si troverà coinvolto in un giro di soldi sporchi “diretto” dal padre di lei, oscuramente colluso con certi “quadri” della Wunderbar Stahl il cui ruolo nel disastro è tutto da chiarire.
Non a caso l’ing. Buonani è stato in un primo tempo curato in Germania a spese dell’azienda e illuso di pronta guarigione, ma poi indotto alle dimissioni (quasi come ammissione di colpa) poiché sembra non essere mai esistita la certificazione di sicurezza da lui ottenuta all’epoca dell’esplosione del forno.
La presenza di nonna Tetta (madre di Nicoletta), che ha raggiunto Olympia per sostenerla, mette la ragazza in condizioni di conoscere la verità sulla morte della madre: insoddisfatta e annoiata, la donna aveva intrecciato una relazione con Ernesto Rossi, spregiudicato capo della Sicurezza in azienda, il quale l’ha abbandonata nell’auto incidentata dileguandosi e impedendo così l’arrivo di tempestivi soccorsi. Mario era al corrente del tradimento della moglie, ma ha voluto risparmiare la spiacevole verità alla figlia: la nonna cerca di spiegare a Olympia come il fallimento del matrimonio sia dovuto a limiti reciproci, ma la ragazza insiste nel colpevolizzare il padre che ha sempre ritenuto incapace di dialogo e di partecipazione di affetti.
Mario – accompagnato dal suo avvocato – cerca di ricattare Ernesto con una foto che rivela la tresca con Nicoletta e potrebbe riaprire le indagini sulla morte della donna in cambio della certificazione sparita, ma l’uomo non cede.
In accordo con Alex, Olympia decide di andare in Svizzera dal suo amico Tom, figlio di un prestigioso banchiere, per farsi accogliere come stagista nella banca in cui girano i soldi della Wunderbar Stahl. Con il suo aiuto si intrufola nel “cuore” delle operazioni finanziarie dell’azienda, che si avvale di un conto intestato a una società fantasma per versare compensi poco limpidi. In banca incontra Rossi, che ha problemi di riscossione riguardo a certi assegni. Olympia finge di volerlo aiutare e gli dà un appuntamento al quale l’uomo non giungerà mai, poiché stroncato da una overdose: con tutta evidenza la sua morte è stata voluta da chi, in alto, lo riteneva ormai inaffidabile.
Raccolte le prove di movimenti sospetti di denaro, Olympia torna a casa, dove l’attendono il padre, Alex e la nonna. Durante il viaggio verso la nuova casa che Mario ha acquistato in sua assenza, un incidente stradale mette a rischio la vita di Mario, ma consentirà finalmente a padre e figlia di esprimere i reciproci, profondi sentimenti. Così Olympia deciderà di iscriversi a Ingegneria Industriale per seguire le orme di suo padre, mentre l’avvio dei processi rivelerà che l’acciaieria – destinata alla chiusura per inquinamento ambientale – ha probabilmente “progettato” l’incidente per incassare l’assicurazione passando sulla testa dell’ing. Buonani, scomodo in quando figura scrupolosa di professionista ma perfetto capro espiatorio (e possibile suicida) dopo la morte della moglie, l’invalidità e l’onta di una responsabilità nell’esplosione.
Il “mostro” cinico della finanza, capace di tritare le vite di chi ci lavora e di chi ci vive intorno, di devastare l’ambiente e di ricorrere al delitto in nome del profitto, è tuttavia scardinato dall’amore di Olympia per il padre, tale un granello imprevisto che ne ha inceppato i meccanismi.
















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