NARDO' - Silenzio assordante intorno alla squadra di basket, appena retrocessa. Le stelle vanno via e si pensa – tra le tante ipotesi - anche di vendere il titolo. Potrebbe essere il Monopoli a giocare al nostro posto, l’anno prossimo, in B Nazionale. Ma c’è qualche spiraglio per continuare. Ecco gli aggiornamenti.
Il problema è il debito accumulato che, chi se ne intende, quantifica in oltre 500mila euro. Come affrontarlo anche giocando in B Nazionale?
Sicuramente rifinanziando il progetto ma gli attuali soci vorrebbero maggiore partecipazione da parte del tessuto imprenditoriale neritino con il sostegno di almeno il 20/30 per cento delle quote. Il titolo da solo vale circa 150mila che, in caso contrario, potrebbero servire per ripianare in parte il debito.
Si addensano nubi, dunque, sul futuro del basket a Nardò dopo la retrocessione della squadra dalla A2 che è un palcoscenico nazionale. Notizie di oggi, infatti, dicono che la stella americana Russ Smith stia per accasarsi col Ruvo, in A2, e che il gruppo societario che guida la squadra granata si stia interrogando sul da farsi.
Tante le ipotesi sul tavolo della discussione: la serie B è poco ambita da sponsor che vogliono farsi vedere a livello nazionale. Ma, soprattutto, la nuova categoria non risolve problemi importanti come quello delle partite casalinghe. Anche perché del palazzetto nuovo promesso da un decennio dall'Amministrazione comunale non c'è ancora manco l'ombra.
La B Nazionale, dove si trova ora la squadra, non permetterebbe di giocare a Nardò ma bisognerebbe continuare a Lecce. Si rischia, insomma, un calo di tensione della tifoseria, anche e soprattutto quella non neritina, cioè gli spettatori della provincia amanti del basket.
Allora? C'è chi ha ipotizzato di vendere il titolo al Monopoli. O scambiare i titoli così che Monopoli possa fare la B Nazionale e Nardò la B2, per poter giocare al tensostatico. Due retrocessioni in un solo anno, insomma.
I nostri rapporti con la famiglia Durante, e col patron Carlo (che ha donato alla nuova proprietà senza nulla pretendere il titolo tre anni fa) sono stati sempre caratterizzati da una frizzante tensione dialettica.
Ma vendere il titolo donato da Durante sarebbe davvero un'onta per tutti.
Sarebbe più corretto restituirgli tutto. Saprebbe lui come fare, anche in una dignitosa Serie B.
Le altre ipotesi sono, ovviamente, di continuare (affrontando il nodo dei debiti da onorare così come abbiamo scritto in testa, con l'intervento della città) per un dignitoso campionato senza pretese e non è peregrina la possibilità di un fallimento della società stessa.
Insomma, dopo aver rinunciato al nome "Andrea Pasca", identitario ed identificativo di una storia da onorare, non sarebbe sicuramente la fine degna per un sodalizio così glorioso, unico nel Sud Italia.
A margine va detto che gli sponsor minori, senza prospettive chiare, potrebbero orientarsi verso altri sport ed altri investimenti.















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