LECCE - Tra pochi giorni scadranno i primi contratti del personale tecnico amministrativo assunto a tempo determinato. I precari coinvolti chiedono all’Amministrazione ed ai Sindacati il massimo impegno per giungere ad una soluzione del problema, che coinvolge Università, lavoratori e famiglie.
Mancano ormai due settimane alla scadenza dei primi contratti a tempo determinato e il personale precario dell’Università del Salento è ancora in attesa di conoscere il proprio futuro.
I prossimi giorni saranno decisivi per la sorte dei 44 lavoratori - vincitori di concorso per titoli ed esami e assunti con contratto a tempo determinato di durata triennale - che con il loro apporto e la loro professionalità hanno consentito all’Università del Salento di sopperire alla carenza cronica di personale, garantendo attività e servizi essenziali per il buon funzionamento dell’Ateneo leccese.
La soluzione proposta dall'Amministrazione è quella di prorogare la durata dei contratti, in deroga al limite massimo di tre anni imposto dalla legge, per poi avviare un percorso di graduale trasformazione a tempo indeterminato, dando applicazione ad una clausola prevista dall’art. 22, comma 5, CCNL.
Tale soluzione, che consentirebbe, da un lato, di evitare soluzioni di continuità all’attività universitaria e, dall’altro, di conservare un prezioso patrimonio di risorse umane, richiede però la stipula di un accordo per la proroga entro il 13 dicembre, sottoscritto da Amministrazione e Sigle sindacali. Un ostacolo di non poco conto, considerato anche il delicato momento che l’Università sta attraversando dopo le note vicende degli ultimi mesi.
Finora il comportamento dei precari coinvolti è stato improntato alla massima correttezza. I lavoratori hanno preso parte agli incontri di contrattazioni collettiva a cui sono stati invitati, hanno chiesto ed ottenuto di incontrare separatamente sia i vertici dell’Amministrazione universitaria (Rettore e Direttore generale reggente) sia i Rappresentanti sindacali, mantenendo sempre un atteggiamento imparziale, collaborativo e propositivo nei confronti di entrambi gli interlocutori, con l’unico obiettivo di giungere ad una soluzione del problema in tempi rapidi.
A seguito dell’ultimo incontro con le Rappresentanze sindacali, tenutosi nella mattinata di giovedì 30 novembre, i precari hanno diramato un comunicato e-mail, con cui chiedo ai Sindacati “di mantenere fede all’impegno assunto”, facendo pervenire tempestivamente presso la segreteria del Rettore tutte le proposte di modifica e/o integrazione alla bozza di accordo integrativo predisposta dall’amministrazione il 28 novembre, in modo da avviare già da lunedì 3 dicembre un confronto diretto a “definire quanto prima con l’Amministrazione il testo definitivo dell’accordo per la proroga dei contratti a tempo determinato in questione, per il tempo necessario alla progressiva trasformazione a tempo indeterminato ai sensi dell’art. 22, comma 5, CCNL Università”.
I lavoratori chiedono altresì a Sindacati e Amministrazione di “concentrare il confronto sui n. 44 lavoratori a tempo determinato di cui alla delibera 256/2008, gli unici in possesso del requisito del concorso pubblico, conforme alle disposizioni sul reclutamento ordinario del personale, richiesto dall’art. 22, comma 5, CCNL”. “La proroga finalizzata alla trasformazione” si legge ancora nel comunicato “consente di poter accedere ai ruoli della pubblica amministrazione in modo definitivo, indipendentemente dalle determinazioni che il Governo potrebbe assumere nei prossimi giorni in materia di precariato”.
I precari, infine, rispondendo all’articolo apparso su lecceprima.it del 30.11.2012, fanno sapere che, al momento, non è prevista nessuna manifestazione pro o contro l’Amministrazione."















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