PESCI PICCOLI IN SALVO, QUELLI GROSSI NELLA RETE!
E’ la stagione degli annunci. Di una politica debole e confusa
Vi chiedo la cortesia di essere avvisato quando il proto evasore dei centomila euro varcherà il carcere. Non voglio correre il rischio di una possibile distrazione per un evento epocale che, in virtù di una tale misura, farà di questo nostro Paese l’alfiere della correttezza fiscale e, per conseguenza (così viene detto), dei conti finalmente in ordine.
Questi nostri legislatori hanno un gran concetto di sé; non si spiegherebbe altrimenti un provvedimento che è chiaramente demagogico e che ha tutta l’aria di voler tacitare il malcontento diffuso di intere categorie che hanno visto peggiorare la loro condizione di vita, compresi i troppi giovani che di fronte a disoccupazione da brivido, in migliaia preferiscono rifugiarsi altrove.
Roboante, dunque, la notizia appresa. Non si sa se questo clamoroso annuncio riesce a superare in stravaganza quello di poche settimane fa e trasmesso a reti unificate: vale a dire l’annuncio dimaiano della cancellazione della povertà nel nostro Paese. Anche in quel caso, una boutade. Per fortuna (e sfortuna dei poveri), tale astruseria non s’è più sentita.
Ci vogliono ubriacare, ci vorrebbero sempre ubriachi e grulli, incapaci di vedere e seguire quanto succede in giro. E’ il caso della Cassazione che bizantineggia e declassa Mafia Capitale a delinquenza comune. Qualcuno osserva che non cambia nulla, dal momento che tanti delinquenti sono stati ugualmente condannati. Non è così ! Il messaggio è devastante anche perché di tutto parlano i governi fuorchè di mafia.
Parlando sempre di Cassazione, mi viene in mente quella sentenza che mandava assolto uno stupratore seriale. Il tutto era motivato dal fatto che quella volta la ragazza aveva indosso i jeans attillati e, dunque, Cassazione dixit, come poteva lo stupratore consumare l’atto? Insomma, la Cassazione non sempre ci prende. Sono uomini e possono sbagliare.
D’accordo con chi dice che in Italia c’è fame di giustizia e che la giustizia non funziona. Basterebbe vedere quanto succede in Puglia dove un buon numero di magistrati sono sotto inchiesta e anche in carcere. Loro sì, hanno ribaltato il loro ruolo.
E sempre in Puglia (precisamente nel foggiano) la mafia garganica tiene alto lo scettro e impone la sua ferocia. Devastante l’ultimo episodio di sabotaggio in una cantina, con lo sversamento in strada di 25mila ettolitri di mosto a cui ha fatto seguito in altra area il taglio di vitigni. Azioni criminali che portano al collasso intere economie.
E su altro versante, è quello che temono, i pescatori di Monopoli, Gallipoli, Otranto e di tante altre marinerie pugliesi dove si sono visti issati cartelli allarmati. Cosa è successo? L’Europa ci chiede (ma l’Italia è sempre ostinata a non voler rispettare le regole, come per l’ennesima e incredibile proroga delle concessione dei lidi) di allargare le maglie delle reti; si immagina, per lasciare che i pesci piccoli possano vivere un po’ di più e semmai pescarli quando saranno più grossi. Apriti cielo!
Tanti pescatori dicono che ciò non è possibile, poiché non si può paragonare la nostra pesca con quella di altre aree molto più pescose dove c’è la possibilità di catturare specie diverse. Il fatto vero è che il nostro mare ( anche lui!), si è impoverito e ha bisogno di una cura ricostituente. Altrochè “fermo biologico” di un solo mesetto! Anche qui bisognerà intendersi. Per fortuna, non sono pochi i pescatori che hanno maturato una buona coscienza ecologica e sono pronti a fare la loro parte. Bene, a questo punto, aiutiamoli!
Luigi Nanni















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