POMODORI “TI PRENDULA”, MES E PISTA CICLABILE
UN CONSIGLIO: GODETEVI LE FESTE E NON GUASTATEVI IL FEGATO
Sta diventando un incubo. Non quello di restare imbottigliato in coda tra un groviglio di auto (certamente anche questo), ma di dover dar conto a chicchessia su una questione o altra, anche se non spifferi una sola parola. Vedete cosa mi è successo e, mi raccomando, non fate come me se volete portare in tempo la spesa a casa.
Non esagero se dico che quasi parlavo tra me e me ( e già questo è un problema); in realtà mi si era affiancata una persona che conoscevo di vista (non so perché succede, ma c’è sempre qualcuno che mi chiede un parere su una questione, un chiarimento su un’altra). Ero dal verduraio e sono stato fermato da questa persona per un parere sul MES (Meccanismo europeo di stabilità, detto anche Salva-Stati) varato in questi giorni col voto favorevole del Parlamento. In poche parole, una materia che parla di bilanci e soprattutto debiti degli Stati aderenti. Ci eravamo appartati all’esterno, considerata la piccola folla che occupava il locale.
Ho detto quello che sapevo (non tanto, in verità) e argomentavo che quel dibattito astioso, in Europa, aveva riguardato soltanto l’Italia e non altri. E che all’Italia faceva bene, considerato il mostruoso debito pubblico che abbiamo (2.400 miliardi di euro!). E, dunque, come una grande famiglia che si deve aiutare l’un l’altro, noi (l’Italia) saremmo stati maggiormente garantiti dal MES nel caso avessimo avuto problemi. In quel caso non ci avrebbero lasciato con le spalle scoperte e dato l’aiuto necessario. Declinando: in caso di bisogno di soldi ce l’avrebbero dati, in caso di inadempienza contrattuale ce l’avrebbero fatto notare. Insomma, una famiglia dove ciascuno deve assumersi le sue responsabilità.
Non l’avessi mai fatto. Un orecchio a distanza non si è detto d’accordo e ha parlato di un favore fatto alle banche tedesche; un altro si è inserito per dire che noi (l’ITALIA!) non possiamo essere lo zerbino (che espressione!) dell’Europa. Eravamo già diventati tre e un amico dei due ha pensato bene di allargare il campo e parlare d’altro. Della crisi del 2008 dalla quale non ci siamo mai più ripresi e della crisi delle banche, anche alla luce del dimagrimento del personale annunciato (8mila esuberi da Unicredit, altro che Ilva!).
Una quinta persona, andando… fuori tema, ha semplicemente voluto parlare della Puglia e delle sue tante mafie. Per spiegare quanto accade tra xilella, caporalato, e il traffico inarrestabile della droga sulla tratta Salento-Albania (in queste ore bloccato un carico di cinque tonnellate (!) di marijuana). Non so cosa poi c’entrasse, ma non c’è discussione a Nardò, anche se si parla della nascita di Gesù, che non incroci (!) l’argomento della pista ciclabile. Sulla quale, comunque, una volta terminata, tutti vorrebbero saggiarne l’idoneità e la facilità del suo scorrere. Al solo sentire queste voci, i commercianti di biciclette stanno già fregandosi le mani per gli affari che si prospettano.
Insomma, gente informata. Forse dalla radio, forse dalla Tv, certamente meno dai giornali, cosa che spiega la crisi delle edicole, che meriterebbero di essere concretamente aiutate (a proposito, non c’era anche a Nardò il progetto di un qualche contributo, anche come sgravio di tasse, per la meritoria opera prestata?).
La discussione (?) si protraeva e mi ero accorto di aver perso la fila e anche un po’ dimenticato tutto quello che dovevo comprare. Per primo, soprattutto i pomodori “ti prendula”, quello rossi, saporiti e anche abbastanza cari (intendendo il costo). Ho lasciato il piccolo … Parlamento e mi sono avvicinato alla cassa per tale richiesta, sentendomi rispondere che il cliente che mi precedeva aveva acquistato l’ultimo chilo rimasto. Ho giurato a me stesso che la prossima volta mi metterò un cerotto (invisibile) sulla bocca.
Luigi Nanni















Oggi a oltre ottant’anni da quei giorni, la giornata del 25 Aprile, ci parla con una forza rinnovata e urgente in un triste momento storico segnato da grandi trasformazioni, da nuove inquietudini e in mezzo...
La “Tumenica ti Pasca“(la Domenica di Pasqua) è il fulcro dell'Anno Liturgico e il culmine della Settimana Santa.
Anticamente, a Nardò, a mezzogiorno del Sabato Santo si scioglievano le campane che erano state “ttaccate” (legate, silenti) durante la celebrazione della “Coena...
TORRE ANNUNZIATA – Una vittoria sofferta, voluta e infine ottenuta con autorità. La Dream Volley Nardò espugna il "Palapittoni" battendo la Fiamma Torrese per 3-1 (25-18, 17-25, 25-17, 25-8) e...
NARDO' - Anche se tutta la storia ha beffato, in definitiva, tutti i neritini e quanti sono affezionati a Santa Maria al Bagno. Perchè inserita negli eventi del Gidro 2026 c'è Gallipoli e non...
Il Budget: Sogno o Realtà?
I consigli della Wedding Planner per un matrimonio da favola (senza brutte sorprese!)
Diciamoci la verità: appena l’anello scivola al dito e l’emozione del "Sì" si...
NARDÒ - Mercatino di S. Francesco da Paola, ai Paolotti. Potrete ammirare lavori artigianali eseguiti dalle parrocchiane per portare avanti la cultura dell'artigianato che si va perdendo. "Ricordo...
A Nardò il silenzio non è una virtù, è un arredamento. Un bel tappeto di quelli spessi, di Bukhara o di Damasco, sotto il quale la classe dirigente locale nasconde la polvere a grani grossi con la...
NARDO' - Congresso del Circolo neritino di Sinistra Italiana: eletta la nuova segreteria e rilanciata l’azione politica sul territorio.