L’ACREDINE, il DILEGGIO, l’ACCUSA, L’INVETTIVA
L’aggiornato, bestiale “Dizionario politico” del conflitto neritino
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Lo dico (ingenuamente). Io, tu, egli,ella, noi ecc. potremmo tutti chiedere aiuto all’esterno, a chi possa e voglia darci una mano, a chi anche consigliarci, qualcuno con i capelli bianchi, per dire ciò che meglio dovremmo fare e, alternativamente, quello che, invece, dovremmo dismettere.
Insomma, un cambio di passo, di direzione e non seminare più zizzania (qualcuno parla anche di “odio”) dappertutto. Per essere considerati poi giudici e dunque equanimi, ci verrà chiesto di stabilire e quindi indicare chi per primo ha cominciato. Anche in questo caso mi darebbero dell’ingenuo. Alla fine, consultati i protagonisti, le parti, si tratterebbe di assegnare il “premio”. Sta di fatto (avete già capito di cosa parliamo) che la situazione è, se possibile, peggiorata.
Volendola ridurre ad unum, aggiungere che sostanzialmente manca a Nardò la legittimazione dell’avversario politico e non c’è verso che da domani qualcosa possa cambiare. Per conseguenza, e spiegato ai quei pochi che non seguono la situazione, la presa del potere da parte di Mellone avrebbe avuto il significato di stravolgere in tutto Nardò e da quel momento, la sua volontà è stata quella di cancellare il passato, la precedente storia politica. Anche le cosiddette buone maniere se è vero – cosa che più gli viene imputata -che queste non farebbero più parte del suo galateo istituzionale. Così Mellone!
Puntando in tutti questi anni sulla “damnatio memoriae” nella quale confinare un’opposizione che da parte sua ha sempre inteso giocare di rimessa, certo arrendevole e forse solo puntando al colpo grosso, su qualche suo passo falso, intravedendo sbocchi rispetto a pratiche ritenute poco chiare e ricorrendo alla stessa magistratura. Ricorso che, obiettivamente, su questo piano e in altre circostanze, ha sempre dato l’idea del tentativo dell’ultima spiaggia.
Aggiungendo – detto in generale – che non sarebbe nemmeno auspicabile procedere in tal modo, poiché (di)mostrerebbe che la città è fiaccata e niente più contare delle carte bollate. Sinceramente, non è una buona prospettiva, anche a parti invertite. Eppure qualche chiarimento deve essere dato, soprattutto da chi governa ed essere ugualmente ciarlieri sia nella propaganda a loro fin di bene, sia nella chiamata in causa per rendere esplicite le loro azioni. Perché poi non vorremmo stancarci di tutto, parlando troppo e anche inutilmente della discarica di Castellino, dello scarico a mare a Torre Inserraglio, del filone d’inchiesta (riguarda anche Nardò), sull’occupazione abusiva di case popolari con il sospetto coinvolgimento di un personaggio strettamente legato all’attuale amministrazione. Ma noi, i giudici di prima, siamo chiaramente per il solo accertamento della verità e, fino a giudizio conclusivo, per la presunzione d’innocenza ed estraneità ai fatti contestati.
Insomma, che storia! E voi pensate che le cose possano un giorno “aggiustarsi”? Manca il presupposto e anche l’ottimismo, anche perché si affaccia una novità ( e che novità!) che potrebbe ancor più esacerbare (ma, attenzione, niente di più del Covid!) gli animi. Si tratta del possibile rinvio delle elezioni amministrative in Italia proprio per l’emergenza sanitaria e chiaramente anche a Nardò si dovrà aspettare. Ovviamente, si spera di votare alla naturale scadenza, cosa che farebbe capire che ce la stiamo cavando. Quantomeno per il covid. Altrimenti qualcuno ha osato ragionare e proporre (in caso di rinvio) se per caso questo tempo non possa essere meglio utilizzato e non assediare Nardò, letteralmente inondata di manifesti e slogan salvifici di una sola parte politica. Si vedrà.
Per intanto, la matematica ha voluto fare la sua parte e sbirciare sulle probabilità di successo personale dei circa 220 (duecentoventi!) candidati che l’attuale maggioranza ripropone e di cui conosciamo l’identità attraverso i manifesti.
Un professore della materia si è cimentato e dopo un laborioso calcolo ha sfornato cifre davvero infinitesimali per almeno il 95% dei candidati (i portatori di voti) anche perché risulta che per legge bisogna lasciare qualche seggio all’opposizione. Che, secondo il “Dux” Mellone – si sa anche questo - ci deve essere, esistere ma non poter contare.
Sempre questa opposizione che, come è stato scritto in passato, e per essere benevolenti, è davvero in surplace per una gara che è già da tempo iniziata. E forse si sta realizzando il vaticinio, la supposizione raccolta, scusandoci per l’esempio che riproponiamo: che da una parte, l’opposizione così titubante abbia giochicchiato e voluto concedere a Mellone “lu llanzu” (vantaggio dato all’avversario sapendolo nettamente più debole e pertanto raggiungibile e superabile con un balzo. Basta ricordare i giochi da bambini).
Dall’altra, per dimostrare che la forza d’urto di Mellone è un fuoco di paglia e che presto potrebbe arrivare “sfirratu” alla mèta, così come succede a quel cavallo (e, per transizione, al cavaliere, bene in sella e perfettamente allenato) che sfortunatamente perde in gara i ferri dei suoi zoccoli e cade rovinosamente. Stavolta, una rappresentazione ottimista per l’opposizione. Si tratta di aspettare e vedere. E, dunque, così stanno le cose, detto allegramente. Per alleggerire i termini della contesa.
Luigi Nanni















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