NARDO' - La dichiarazione di Donald Trump sulla sua decisione di imporre dazi sull'importazione e la sua affermazione secondo cui "soltanto i deboli falliranno" riflette una visione estremamente pragmatica, quasi darwiniana, dell'economia. L'approccio del presidente sembra rispondere a un principio di selezione naturale, dove le aziende o le nazioni che non sono in grado di adattarsi alle nuove politiche protezionistiche, nonostante possano soffrire inizialmente, alla fine non meriteranno di sopravvivere sul mercato globale.
Questa mentalità, che potremmo definire la "legge della giungla", suggerisce che solo le realtà più forti, resilienti e competitive possano prosperare in un contesto di commercio internazionale limitato dai dazi. Secondo questa visione, la globalizzazione potrebbe danneggiare alcune nazioni, ma allo stesso tempo crea opportunità per altre di emergere, spesso a scapito di economie che non sono in grado di innovarsi o di affrontare una competizione più dura.
I dazi, infatti, sono strumenti economici che mirano a proteggere le industrie interne da una concorrenza che potrebbe essere percepita come ingiusta o dannosa, soprattutto se basata su manodopera a basso costo. Tuttavia, gli effetti di tali politiche possono essere devastanti per l'economia globale. Da un lato, le aziende interne potrebbero beneficiare di una protezione temporanea, ma dall'altro, i consumatori potrebbero subire l’aumento dei prezzi, mentre le altre nazioni potrebbero rispondere con misure simili, causando una spirale di vendette commerciali che potrebbe colpire in modo più ampio l'intero sistema economico.
Le borse che crollano sono un sintomo immediato della reazione dei mercati alle incertezze politiche ed economiche generate da questi cambiamenti nelle politiche commerciali. I mercati globali sono estremamente sensibili e reagiscono prontamente a qualsiasi segnale di instabilità, perché la globalizzazione ha creato una rete interconnessa di economie che dipendono l'una dall'altra. Un'azione di politica protezionistica come quella di Trump ha il potenziale di minare la fiducia e rallentare la crescita economica.
Il concetto che "soltanto i deboli falliranno" può essere criticato per la sua visione miope. Seppure in apparenza una dichiarazione di forza e determinazione, può risultare insensibile alle difficoltà che molte piccole e medie imprese incontrano quando vengono esposte a politiche economiche che non avevano preventivato, a lungo termine, l’adozione di una visione competitiva radicale potrebbe portare a un isolamento che danneggia non solo i "deboli", ma anche la capacità complessiva di un’economia di crescere in modo equilibrato.
In sintesi, se da un lato la "legge della giungla" invoca una selezione basata sulla forza e sulla competitività, dall'altro il rischio di sfociare in una guerra commerciale su scala globale potrebbe avere effetti devastanti anche per chi sembra "forte", portando a un rallentamento economico che potrebbe danneggiare tanto le economie sviluppate quanto quelle emergenti. La vera sfida per le nazioni e le aziende sarà quella di trovare il giusto equilibrio tra protezione e apertura, cercando di non isolarsi in un mondo che è ormai irrimediabilmente globalizzato, intrecciato in un sistema economico che se messo deliberatamente e incoscientemente in crisi non esiterà a trascinare nel suo vortice critico qualsiasi mercato piccolo o grande che sia e con esso tanta povera gente.
Una nuova guerra è iniziata. Guai ai vinti.
(Marcello Cazzante)















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