GALATONE - Crocifisso Aloisi, il portavoce del Comitato cittadini, associazioni e industriali di Galatone e Nardò si cala nei panni di un consigliere virtuale, per ovvie ragioni istituzionali, e in una lettera pone all’attenzione dell’amministrazione galatea vari quesiti sulla centrale a biogas che sarà un punto all’ordine del giorno nel consiglio comunale di stasera, lunedì 18 febbraio.
«Invitiamo le forze politiche ad un confronto leale e aperto per il bene della nostra Città - dice Aloisi - assumendosi ognuno palesemente le proprie responsabilità».
E dal punto di vista tecnico si chiede: «Perché si è ritenuto di procedere con la Scia/Dia , in ottemperanza al decreto ministeriale e al Regolamento regionale 24 del 2010 e non si è considerato per nulla il decreto legislativo 28 del 2011 che nel frattempo è stato emanato?» Riguardo poi, il punto di connessione alla rete elettrica il comitato si domanda in quale Comune ricadrebbe tra Nardò e Galatone. Un altro quesito che riecheggia nell’aria da diverse settimane è quello del monitoraggio dell’uso dell’acqua dalla falda, considerato che si dovranno irrigare 260 ettari di terreno.
Il comitato inoltre, vuole vederci chiaro sulla questione pesticidi, esigendo una risposta su chi controllerà un eventuale uso indiscriminato di queste sostanze.
«Un impianto a biogas è ottimale quando riesce a realizzare un compensazione tra inquinanti emessi per effetto della combustione del biogas con l’ossigeno prodotto – sostiene Aloisi - ed immesso nell’aria dalle piante coltivate appositamente per la biomassa da cui ricavare il biogas. E’ chiaro che entrambe dovrebbero essere vicine per realizzare questa compensazione”.
E da qui, un ventaglio di perplessità: «Come avverrà il controllo della filiera relativa all’apporto della biomasssa? Come verificare se la biomassa non è biomassa importata oltre il raggio dei 70 chilometri ? Perché nella relazione tecnica del progetto non è specificato esplicitamente la percentuale di “liquame-letame bovino suino” che si intende utilizzare ? Chi controllerà che le condizioni igienico-sanitarie saranno sempre rispettate? Chi controllerà le emissioni di polveri sottili e le emissioni odorigene dell’impianto?».
Oltre a ciò, il comitato vuole sapere chi controllerà che tale digestato sia completamente privo di batteri per non arrecare danni alla salute dei cittadini.
E sulla durata dell’impianto si domandano:« Il tempo previsto per gli incentivi statali sull’energia prodotta, cioè 20 anni? Al termine di questo periodo di esercizio cosa accadrà alla struttura?»
















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