NARDO' - Papà Maurizio e mamma Silvana stringevano forte la bara bianca del figlio, e sulle note del triste canto «Chi ci separerà» ha avuto inizio nel primo pomeriggio di ieri, presso la Chiesa di Santa Maria degli Angeli, il funerale straziante di Federico Russano, il sedicenne neretino stroncato da un arresto cardiaco in Cina.
Tutta l’arma dei carabinieri (Giuseppe Serio, Michele Maselli, Maurizio Ferla, Andrea Paris) ha voluto dare l’ultimo saluto a Federico, figlio di un militare che prestava servizio ad Erchie, in provincia di Brindisi, e da due anni lavorava in ambasciata a Pechino. A celebrare la Santa Messa è stato un cappellano dell’arma, accompagnato da Don Giuseppe Raho, parroco che ha visto crescere Federico. «Ha ancora conservati i registri del catechismo, sempre voti eccellenti perché Federico era un ragazzo d’oro». Queste le parole del cappellano durante l’omelia che ha riportato la testimonianza di Don Giuseppe che con il capo chino verso il basso e gli occhi lucidi non riusciva a parlare.
«Solo la fede in Cristo può dare pace a Federico» ha aggiunto il cappellano «ai suoi genitori, e ai fratelli Arianna e Simon». «Federico ora è un angelo», sussurravano commossi gli amici che aspettavano con ansia, da due anni, di riabbracciarlo. E invece, lo hanno dovuto salutare portando un fiore al suo feretro che raccoglieva le sue grandi passioni.Una sciarpa granata del Club Fedelissimi del Nardò, la sua adorata chitarra e un cartoncino arrotolato con una dedica di alcuni amici. Il ritratto di Federico sorridente e solare era attorniato da fiori e palloncini che alla fine del funerale sono stati sciolti per volare in alto, quel cielo che ora lo culla e custodisce. E per lasciare un messaggio a Federico è stato messo a disposizione un grande diario, dove l’inchiostro ha reso indelebile ogni ricordo. Ricordo che continua a vivere nell’animo di ogni parente e amico che continua a «postare» commenti sulla bacheca di facebook, inondata da quel funesto martedì 12 febbraio, quando il cuore di Federico ha smesso di battere.
Anche Chiyo, la sua fidanzatina dagli occhi a mandorla, ha scritto un dolce pensiero sul social network, «sperando che in Cielo esista il wifi», e ieri all’interno della bara di Federico ha fatto posare un suo oggetto, un modo per suggellare questo tenero affetto, sbocciato da quasi un anno. Il corteo fino al cimitero si è snodato a piedi, infatti, è stato necessario l’intervento della polizia municipale per chiudere il traffico in alcune arterie principali della Città. Al cimitero il giovane Federico è stato tumulato vicino alla tomba della nonna, scomparsa la scorsa estate.
















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