NARDO' - Torna l'incubo dell'impianto di depurazione dei reflui di fogna nella zona industriale di Nardò. L'emergenza è tornata all'improvviso, dopo un inverno molto tranquillo su questo fronte, con la segnalazione disperata da parte di alcuni industriali che hanno i propri impianti a poche decine di metri dalla “vasca” di depurazione.
In particolare gli impiegati della Chimical Meridionale, una fiorente azienda diretta da Salvatore Durante e presente nella zona industriale da decenni, hanno avvisato il proprio titolare di non essere in grado di lavorare in presenza di quell'odore forte e nauseabondo di fogna. Alcuni di essi avrebbero accusato un malore tale da dover ricorrere a cure mediche. Già in estate erano state decine le segnalazioni e gli esposti nei confronti dei responsabili dell'impianto di depurazione che è sicuramente uno stabilimento utile ma se funziona senza arrecare disagi alle persone che lavorano o abitano lì nei pressi. Il depuratore è entrato in funzione dopo quasi vent'anni di degrado: ripristinate le pompe, rubato a più riprse così come altri apparati, l'impianto è stato affidato dal consorzio Asi (che gestisce i servizi nella zona industriale) da una società privata. Che, in base agli accordi con lo stesso Asi, non depura solo i reflui provenienti dalla zona industriale di Nardò e Galatone (era nato con quello scopo) ma ha aperto i portoni e offre i propri servizi anche agli autospurgatori privati che arrivano da ogni dove. Durante la scorsa estate le autobotti arrivavano da località del litorale ionico da Gallipoli fino al Tarantino.
“E' evidente che questa attività va regolamentata – dice il presidente della commissione Ambiente, Salvatore Antonazzo, che ha recepito le continue proteste di residenti e industriali – perché non può confliggere con gli interessi legittimi di chi paga le tasse. Gli industriali mi riferiscono del continuo imbarazzo in cui si trovano quando arrivano rappresentanti e colleghi del nord o di altre regioni e sono costretti ad ospitarli scusandosi per il cattivo odore”. Che è persistente e pungente ma gli addetti ai controlli, più volte chiamati per verificare l'odore, non si accorgerebbero di nulla. “Mi riferiscono di verbali da parte di enti preposti ai controlli – conclude Antonazzo – in cui non si rileva nulla. Pare evidente, invece, che qui non si possa respirare per cui la questione andrà urgentemente approfondita”. Antonazzo annuncia l'interessamento del Comune per la verifica degli avvenuti collaudi dell'impianto che emana il cattivo odore.
















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