NARDO’ – Arrivano le indicazioni che la Consulta Comunale dell'Ambiente ha indirizzato all'Amministrazione Comunale sui problemi insorti sulla gestione post-chiusura della discarica di Castellino.
La Consulta non pubblica i pareri richiesti dall'amministrazione e dagli uffici per l'ovvia riservatezza, se non vera e propria segretezza, dovuta ai procedimenti di ufficio mentre in questo caso, come in altri simili, in cui (ai sensi dell'art. 2 comma 2 lettera b) del Regolamento istitutivo) la Consulta propone iniziative a favore della gestione ambientale della città e del suo territorio nulla impedirà di informare l'intera cittadinanza.
“La Consulta nella seduta del 07.03 u.s. avendo appreso, da notizie di stampa, di accordi relativi alla riapertura della discarica di Castellino, ha discusso dell’argomento addivenendo alla decisione di inviare questa proposta si sensi delle norme del Regolamento della Consulta citate in oggetto.
Preliminarmente bisogna rilevare il rincrescimento per la mancata preventiva richiesta di parere alla Consulta su un tema di così grave incidenza ambientale, parere che il regolamento della Consulta, all’art 3 lettera f), sancisce come obbligatorio.
L’ipotesi di adottare misure per la cosiddetta risagomatura della discarica richiede la riapertura della discarica e il conferimento di materiale che serva a modificare il profilo fuori terra dell’impianto. Tesi sostenuta da sempre dalla ditta che esercitava la gestione della discarica.
Ma questo evento, la riapertura, potrebbe ridare la possibilità, in uno dei momenti di emergenza-rifiuti frequentemente ricorrenti, di utilizzare le volumetrie ancora disponibili nel sito per il conferimento di rifiuti di ogni tipo e genere.
Si deve ricordare che non esiste alcuna norma che prevede la cosiddetta forma a “panettone” per la volumetria fuori terra dell’impianto ma che le disposizioni legislative richiedono l’esistenza di adeguate pendenze che evitino, per quanto possibile, il ristagno di acque piovane sulla superficie ricoperta dalle guaine protettive queste sì prescritte rigorosamente.
Al momento accade invece che le guaine in alcuni punti sono state intaccate da un incendio, la cui natura non è stata sufficientemente indagata, con pregiudizio della sicurezza della discarica e senza che nessun ente preposto abbia imposto alla ditta esercente l’impianto ci ripristinare la copertura con le prescritte e adeguate misure nelle zone percorse dal fuoco.
Non è quindi in discussione la nocività o meno delle cosiddette “eco-balle” o di qualunque altro materiale si voglia usare bensì quella di evitare la riapertura dell’impianto per impedire che si usi la “risagomatura” come grimaldello per una nuova messa in funzione del conferimento dei rifiuti.
Che ancora si debba cercare nello sversamento in discarica la soluzione del trattamento dei rifiuti denota, poi, il perpetuarsi di uno stato di arretratezza culturale restio alle buone pratiche della riduzione dei rifiuti attraverso il riciclo, il riuso e il compostaggio della frazione umida che è quella chimicamente attiva.
Per quanto sopra esposto la Consulta propone all’Amministrazione Comunale nelle sue varie articolazioni di:
1.Non consentire la riapertura della discarica in nessun caso;
2.Controllare la tenuta delle guaine di copertura e di imporre la posa in opera di guaine in sostituzione di quelle usurate e/o danneggiate;
3. Procedere a frequenti controlli delle condizioni fisico-chimiche della discarica, del suo contenuto e delle aree circostanti attraverso gli enti regionali e nazionali preposti a tali attività di monitoraggio in campo ambientale”.
Il presidente
Graziano De Tuglie
















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