NARDÒ - Le mareggiate di questi giorni hanno riportato sulle spiagge neritine nuovi rifiuti. Non è la prima volta, basta fare un salto a qualche settimana fa quando i volontari di Fare Verde con Graziano De Tuglie hanno ripulito per bene la spiaggetta di Santa Caterina. Questa volta le condizioni sono meno disastrose, meno monnezza (per fortuna) ma c'è. Tuttavia un altro aspetto non sfugge all'occhio attento di un nostro lettore: che fine ha fatto parte della spiaggetta?

Dalle foto, oltre alla presenza di detriti vegetali e rifiuti vari riversati sulla spiaggia a causa delle ultime mareggiate, si vede chiaramente come l’insenatura sabbiosa sia in evidente regressione con le parti estreme della spiaggia emersa giunte a ridosso delle scalinate. (A lato il confronto con una foto storica gentilmnte concessa dall'Associazione Amici Museo Porta Falsa)
“La spiaggetta di Santa Maria al Bagno, come per certi versi quella di Santa Caterina, - ci dice - sta presentando adesso gli effetti evidenti di cause che si sono determinate in passato e che pian piano hanno contribuito a modificare il paesaggio. Si parla di ambienti assai fragili e la spiaggetta di Santa Maria ne è triste testimone: l’assenza di dune e relative vegetazioni sostituite da una cementificazione della parte retrostante e dall’insediamento di strutture turistiche fisse non hanno di certo agevolato il naturale dinamismo della spiaggia. La piccola insenatura è stata privata di un trasporto eolico efficiente – continua - e di una vegetazione tipica lungo la fascia backshore (spiaggia emersa) che garantiva il deposito dei sedimenti. Le entrate di “nuova” sabbia vengono rappresentate dunque solo da pochi scambi trasversali, trasporti litoranei e dall’erosione delle coste rocciose”.
“Se continueremo di questo passo – conclude - tra qualche anno non si avrà altra scelta che dire addio alla spiaggetta oppure in alternativa “costruirne” una di cemento, e i turisti non verranno certo a prendere il sole poggiando il loro amatissimo culetto sul cemento. Per non parlare poi delle strutture non removibili costruite sui pochi centimetri di spiaggia rimasta. Un chioschetto mobile con relativa piattaforma in legno non potrebbe fornire gli stessi servizi? Sarebbe stato quanto meno apprezzabile dal punto di vista estetico e più rispettoso per l'ambiente”.



















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