TERRE EMERSE - V tappa: Fare per Fermare il Declino / Rivoluzione Civile
Oscar Giannino e Antonio Ingroia sono i leaders di due liste profondamente diverse: il primo, liberale per definizione, è il candidato di punta di un partito di intellettuali ed economisti di ispirazione essenzialmente liberista e fortemente critico verso l'intera classe politica nazionale; il secondo è a capo di una lista di estrazione prettamente comunista e giustizialista. Cosa li accomuna?

Oscar Giannino Antonio Ingroia
L'importanza, sebbene su piani diversi, nelle strategie elettorali e nello scenario immediatamente post-elezioni per le rispettive aree di appartenenza politica nei confronti dei grandi partiti attorno a cui orbitano. Fondamentalmente e generalmente parlando, la risposta potrebbe essere questa.
Più volte gli esponenti di peso dei partiti di massa di destra e di sinistra hanno richiamato al cosiddetto "voto utile" i propri elettori, cercando di distogliere quanto più possibile l'attenzione degli italiani dalla presenza di questi due (presunti) piccoli partiti. Fare per Fermare il Declino e Rivoluzione Civile, per tutta risposta, sono riusciti a ritagliarsi uno spazio rilevante e a riservarsi una parte importante nello spettacolo del grande teatro delle elezioni politiche.
Fare per Fermare il Declino
Fare, come nella tradizione storicamente più illuminista della politica, nasce da un manifesto. Nel luglio dell'estate 2012, su iniziativa di alcuni economisti e intellettuali tra cui Luigi Zingales, Michele Boldrin e il futuro leader Oscar Giannino, viene pubblicato a pagamento su alcuni giornali un manifesto programmatico dai principi liberali, liberista e aspramente critico nei confronti dell'intera classe politica italiana; dato l'alto numero di adesioni sulla rete, in poco tempo nasce il movimento Fermare il Declino. A seguito del rifiuto di alcune forze politiche preesistenti di far proprio il programma, l'8 dicembre viene fondato Fare per Fermare il Declino con a capo Giannino.
Sebbene su scala nazionale non sembra essere in grado di raccogliere il numero di voti che gli possa permettere di superare la soglia di sbarramento per entrare in Parlamento, in una delle regioni decisive per l'assegnazione dei seggi al Senato, precisamente la Lombardia, il partito è piuttosto forte. Fare avrebbe potuto rappresentare, infatti, l'ago della bilancia che avrebbe deciso le elezioni, amministrative e politiche, con un esito a favore del centrosinistra.
Perché parliamo al condizionale passato? Perché il 18 febbraio accade un evento inspiegabile e inaspettato, ma strordinariamente opportuno e proprizio per le sorti del centrodestra. Luigi Zingales, che evidentemente ha avvertito questo bisogno impellente e, forse, eccessivamente integralista di mandare all'aria tre mesi di attività politica di un intero partito, si defila polemicamente contestando a Giannino due lauree e un master presenti nel suo curriculum, ma mai conseguiti. E così, a una settimana dal voto, il partito entra di fatto in crisi. Giannino si dimette dalla presidenza dopo aver spiegato (e parzialmente ammesso) l'equivoco, pur restandone il candidato principale, e una parte del peso elettorale di Fare si sfalda proprio nel momento clou della campagna.
Rivoluzione Civile
Anche Rivoluzione Civile nasce da un manifesto; o da una dichiarazione di dipendenza, se preferite. Nel dicembre del 2012 Antonio Ingroia, Leoluca Orlando e Luigi De Magistris lanciano Io ci sto, un programma in dieci punti da presentare al Partito Democratico per entrare nella coalizione di centrosinistra. Fallita ogni trattativa, nonostante i diversi punti in comune in tema di giustizia sociale e riforma del mercato del lavoro, poco più di dieci giorni dopo i promotori della piattaforma decidono di andare avanti autonomamento e formano Rivoluzione Civile.
La lista raccoglie sotto il proprio nome anche quello di altri partiti che hanno deciso di aderirvi fin dal primo momento, come Italia dei Valori, Comunisti Italiani, Movimento Arancione e Rifondazione Comunista; all'alba del 2013 vi aderiscono anche la Federazione dei Verdi e il Nuovo Partito d'Azione.
Rivoluzione Civile, potenzialmente più forte di Fare, sulla carta sembra in grado di poter rastrellare un numero maggiore di voti e, quindi, ballerebbe sulla soglia del 4% prevista dal mitico e fatidico porcellum (l'attuale legge elettorale, la Legge Calderoli. ndr) per entrare in Parlamento. Anche questa lista ha deciso di correre autonomamente, avendo cercato alleanze prima con il PD e poi con il M5S senza ottenere particolari risultati. Resta da vedere quanti voti il partito riuscirà ad erodere al centrosinistra, nonostante il premuroso e accorato appello di Pierluigi Bersani al solito "voto utile".
E così, con i partiti di Ingroia e Giannino, siamo arrivati alla fine di questo cammino.
Un cammino che ci ha portato attraverso i luoghi più oscuri della campagna elettorale, negli angoli più reconditi dei programmi delle varie liste in corsa per condurci, finalmente, ai giorni del voto. "E' solo una campagna elettorale come le altre e altre elezioni non dissimili dalle precedenti, perché scaldarsi tanto?", direte voi. Mi spiace contraddirvi, ma questa volta non è così.
Il voto del 24 e del 25 febbraio darà l'inizio ad un'epoca nuova. Chi ha considerato fino ad ora come Seconda Repubblica la stagione politica del dopo-"mani pulite", col senno di poi potrà rivedere le proprie convinzioni. Se la famosa inchiesta dell'inizio degli anni '90 ha portato via con sé una buona parte della classe politica di allora, il modo di fare politica degli attori pubblici è essenzialmente rimasto lo stesso, sebbene con diverse sfaccettature e aspetti leggermente limati.
Alla fine di questo periodo, che potremmo definire invece "ventennio berlusconiano" come fase finale della Prima Repubblica, sta per iniziare una stagione politica completamente nuova. Qualcosa sembra esser cambiato e molto sta per cambiare. Non disperate e non state lì impalati, delusi e disillusi; VOTATE!
Com'è vero che dopo l'inverno viene la primavera, l'esito (mai come oggi) decisivo delle urne non darà solo inizio a una nuova legislatura, ma alla vera e propria Seconda Repubblica.
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II tappa: VITA IN CAMPAGNA... ELETTORALE - Tutti gli uomini del Professore: centristi liberali uniti per risalire in cattedra.
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