NARDÒ - Ma perchè solo noi pensiamo che questa città meriterebbe più Stefanie e meno Pippi?
Caro direttore,
l’assente ingiustificato, e la grande umiltà di Stefania
A scuola ogni mattina i prof fanno l’appello, almeno così facevano ai nostri tempi, fino a qualche decennio fa. E chi è assente deve presentare, il giorno dopo, a scuola una giustifica scritta e valida, di un genitore.
Se il sindaco di Nardò dovesse scrivere, per giustificarsi, ogni volta che è stato assente nelle assise importanti che si sono svolte in città, quelle che hanno interessato tutt* i cittadini*, non riesco ad immaginare cosa scriverebbe per discolparsi di quelle assenze.
Nell’ultimo Consiglio Comunale, monotematico, chiesto cinque mesi fa dai consiglieri di minoranza, su un argomento di assoluta rilevanza sociale come quello del Distretto Socio-Sanitario di Nardò, e dunque sui servizi sanitari, il sindaco era assente.
Consiglio straordinario, chiesto dal Comitato dei cittadini, a difesa dell’ex Ospedale. Anche qui ci sarebbe da versare, non solo lacrime, pagine inesauribili per come questa convocazione è avvenuta. Di giovedì mattina alle ore 10, con inviti rivolti all’ultimo momento, aperto alla cittadinanza.
Risultato, partecipazione della gente quasi zero, con alcuni consiglieri di maggioranza visivamente demotivati.
Nell’Assemblea di venerdì sera, organizzata dal Comitato dei cittadini in piazza Cesare Battisti, invito rivolto a tutta la cittadinanza, nessuno escluso, i consiglieri della maggioranza non pervenuti, e il sindaco anche lì assente. Un’assenza che pesava come un macigno.
Non mi va qui di enumerare tutte le, infinite, volte che alle celebrazioni come quella del 25 aprile, o altre commemorazioni, il sindaco ha dato buca. Farei notte, annoierei chi mi legge (e voglio esprimere gratitudine, perché siete davvero tanti*) e non sarebbe il caso.
Andrebbe, piuttosto, ricostruita una rassegna fotografica di tutti quei momenti allegri dove il sindaco è stato “presente” alle rievocazioni, presso piazzette e viali, dedicate a personaggi della sua area politica. Lì di certo non è mai stato assente.
Uno degli obblighi che noi cittadini abbiamo, oltre a votare, è quello di rammentare al sindaco che ha il dovere di svolgere il proprio ruolo. Lo sancisce la Costituzione Repubblicana, dove lui ha giurato. Per cui la sua presenza, e partecipazione, alle riunioni e agli eventi diviene fondamentale.
Il sindaco rappresenta la comunità e il suo intervento è importante per garantire che gli interessi della comunità siano rappresentati e tutelati.
Se un sindaco è assente, ingiustificato, perde di credibilità agli occhi della comunità e degli altri amministratori.
Inoltre, so che il sindaco è insofferente alle domande, ma voglio comunque rivolgere questo quesito,
visto che Lei è la massina autorità sanitaria del Comune di Nardò, la sanità, i diritti dei cittadini, la loro tutela in questo settore primario, Le interessa o è troppo preso dai giochi di potere e in altre faccende affaccendato?
Tuttavia venerdì sera un piccolo episodio mi ha riconfermato sull’umiltà della condizione umana, e su come dalla gente semplice si può trarre grande insegnamento:
mentre ero in piazza ad attendere gli interventi del dr. Gerardo Vallone, e degli altri, si è avvicinata Stefania. Nel salutarmi mi ha detto, “scusami se i miei vestiti emanano cattivo odore di peperoni fritti. Vengo dalla mensa della Caritas dove ogni sera aiuto, come volontaria, a distribuire 80 pasti, perché altrettante famiglie hanno bisogno”.
Il sindaco di Nardò lo sa quante persone in questa città non hanno, giornalmente, da mangiare? Lo sa quanta gente ogni giorno rinuncia a curarsi, perché non ha i soldi per pagarsi un medico specialista, di quelli che esercitano in Asl l’intramoenia, o ha recarsi ad un centro medico privato?
Stefania lo sa, ed era lì in quella piazza ad ascoltare e partecipare. Perché è questo il bello della Democrazia, prendere parte insieme ad altri cittadini che avevano qualcosa da comunicarci sui nostri diritti sacrosanti, che ogni giorno vengono violati.
Ad un sindaco assente ingiustificato, prediligo la grande umiltà e il profumo dei peperoni fritti di Stefania.
Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente















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