NARDO' - Il solo pensiero offende. Non soltanto i pugliesi ma quanti (quasi tutti) hanno dannatamente sofferto durante questo periodo di pandemia. Questa decisione è comunque insensata con pandemia in corso e urgenza assoluta per la Puglia di trovare 200 posti letto covid per terapia intensiva. E' evidente che il prof. non potrà più apparire in video per evidenti ragioni di opportunità. La cosa più sensata.
E, invece, cosa succede? Che nel momento in cui il presidente del Consiglio Conte proroga l’allarme-coronavirus al 31 dicembre ( decisione forse affrettata e, comunque, senza il vaglio di una discussione alle Camere), l’epidemiologo Pierluigi Lopalco, a capo della task force pugliese per l’emergenza coronavirus, pensa di scendere in campo come candidato alle prossime regionali di settembre.
Fintanto si trattava di voci, c’era sempre da dubitare, di pensare a notizie messe in campo ad arte per screditare il nemico (in questo caso, Lopalco come candidato del Pd), ed invece la realtà supera ogni immaginazione. E, dunque, a fugare ogni dubbio, ora ci pensa lo stesso Lopalco a confermare passaggi e abboccamenti che si sarebbero consumati, quando testualmente dice che nessuno gli ha fatto una proposta (ci credete?), ma – prontamente aggiunge -ove gli fosse fatta ci penserebbe, anzi “vaglierebbe”. Si tratta della proposta del presidente Emiliano.
Eh no, professor Lopalco! Come si permette! A pandemia in corso, lei lascia il timone della nave e si mette in salvo, alla stregua di uno Schettino qualsiasi! A dirla con parole chiare, sarebbe uno scandalo senza precedenti, un’idiozia in piena regola. Che si potrebbe spiegare con la vanità nascosta, epperò mai scoperta nelle tante apparizioni televisive.
Non c’è senso e logica e nemmeno opportunità in una decisione del genere! Che si presta a sberleffo e dà pienamente ragione a chi la accusa di sfruttare il tubo catodico, questa melmosa pubblicità televisiva che ubriaca e ottunde. Come si permette di dire questo, professor Lopalco, quando tanta gente soffre, ha perso il lavoro, non sa se mai lo riacquisterà! E decidere di immischiarsi nella bolgia elettorale. A fare cosa di meglio di quello che già in tanti le riconoscono? Professor Lopalco, lei ha tutto da perdere, sia che venga eletto (pleonastico), sia che manchi l’elezione a consigliere. Non sfrutti la sua popolarità e si concentri sulla pandemia che non si allontana dal nostro Paese. I recenti casi lo confermano abbondantemente. Le pare che manchi il lavoro?
Ma questa storia pazzesca e anche brutale ha un solo nome: vanità! L’insopprimibile vanità di chi non riesce a farne a meno, ingolfando un campo, quello della politica, già straordinariamente occupato da figure rivedibili. Si ripete, la stessa cosa sarebbe stata scritta solo se si fosse in presenza di voci, cioè del pettegolezzo che mai manca in politica. E’ grave, pertanto, che Lopalco abbia confermato la supposizione e fatto capire la sua disponibilità ove gli venisse offerta la candidatura. Gliela offriranno. E quest’ultimi ugualmente sbaglierebbero (si parla di Emiliano). Poco danno, comunque, se sono intenzionati soltanto a vincere, a prestarsi all’operazione cinica di assicurarsi un vantaggio.
No, Lopalco, non faccia questo clamoroso errore! Anche tanti colleghi la sconsigliano. Immaginate l’esercito di virologi, immunologi, epidemiologici, scrittori scientifici per l’occasione. Che si presentano nelle varie regionali. Tutti eletti! A fare cosa? Assessore regionale? No, non è davvero possibile. Immagino anche l’intervento di una legge divina calata dall’alto che vieti una scempiaggine del genere. Si rende conto, professor Lopalco in che condizione stiamo? Ce lo dice lei stesso di tenere gli occhi aperti, di non abbassare la guardia (espressione sentita un migliaio di volte!), che nulla è finito e che sono sconsiderati quanti (allude ad alcuni colleghi-virologi) parlano di un indebolimento-scomparsa del virus. Ebbene, non è questa una buona ragione per non abbandonare il campo? Se il lottatore, il combattente (appellativo che le si può tranquillamente e anche giustamente riconoscere) abbandona il campo, è difficile poi che possa rientrare con altra veste. Converrà che la credibilità è venuta meno, quantomeno si è fortemente indebolita. Ma la sua decisione professor Lopalco irrita comunque, sia in un senso sia nell’altro, proprio nel momento in cui lei lascia la porta aperta. Cosa che significa che lei probabilmente ha già scelto, dal momento che la forza politica che l’ha indicata non vede l’ora che lei dia la risposta che si aspetta. E che servirà a produrre soltanto indignazione in quanti pure l’hanno apprezzata per la sua bonomia e vicinanza. Non si può certo augurarle buona competizione. Tutt’altro. Tra tante incertezze e difficoltà e la previsione di un futuro ancora più problematico con la proroga dell’emergenza- covid, questa candidatura strampalata (prudenza, comunque, potrebbe avvenire il miracolo) sarà il piatto forte e acido di una politica impazzita a cui comunque (ah, la speranza), gli elettori potrebbero pur sempre porre rimedio.
Per quanto mi riguarda, credo che questo pensiero fastidioso non si allontanerà presto dalla mente. Io, suddito fedele delle regole e anche preoccupato per una pandemia che non va via. Al pari di tanti altri. Con un pensiero che non mancherà per Lopalco. Già successo nella stessa giornata di ieri. Sceso dall’auto per comprare il pane, mi sono accorto di non avere la mascherina. Il negozio stava per chiudere (serranda abbassata a metà). Avevo necessità del pane. A quel punto mi sono ricordato di Lopalco. Ho preso una busta di plastica e me la sono sfilacciata su bocca e naso. Soldi già pronti in mano e braccio steso. La commessa mi ha guardato con sorpresa e preoccupazione e poi mi ha consegnato tre pagnotte. Credo, per compassione.
LUIGI NANNI















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