NARDO' - E sono quattro! La foto parla chiaro. Gente disperata, sotto l'acqua. Abbiamo fatto riferimento ai precedenti tre articoli. Vediamo se Pippi Mellone chiamato in causa fa qualcosa. E' certo, comunque, che questa politica nostrana non serve a niente. Ma qualcosa dovrà pur succedere. Basti ricordare che per l'atrio del palazzo dei Celestini a Lecce, dove tutti parcheggiavano liberamente (assessori, consiglieri e amici) si fece una campagna che durò sei mesi. Alla fine le macchine sparirono.
SIGNOR SINDACO, FACCIA FINIRE QUESTO SCANDALO!
LA “POSTA PICCOLA” E’ INADEGUATA. LA FOTO CHE INCHIODA!
Ben tre articoli, scritti nel giro di pochi mesi, per denunciare il disservizio della “Posta Piccola” di via Celso a Nardò. Non è successo niente. E la Direzione delle Poste non si è spaventata nemmeno all’arrivo dei Carabinieri. Andate a rileggerli su Portadimare.
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E siamo a quattro! Tante le volte che ci interessiamo alla “Posta Piccola” di via Celso. Dato che poi oggi sono un po’ arrabbiato, non esito a definire uno scandalo quella sede, insufficiente (anche sommando l’altra posta in città), scomoda, inadeguata e con qualche altra aggettivazione che lascio a vostra scelta. Sin qui, su questa rubrica, scritti tre articoli per parlare del disagio cui è sottoposta l’utenza e poiché gli stessi tre articoli sono stati letti rispettivamente: da cinquemila, quattromilacinquecento, ancora cinquemila lettori, mi guardo bene dal dovervi annoiare, ricordando a memoria tutti i disagi che in quella Posta giornalmente si verificano. E, dunque, così va il mondo. Nessuno di quelli che “contano” ha poi sollevato la questione, nessuno è intervenuto, nessuno che abbia preso una qualche iniziativa. Se ne deduce che per questa gente tutto ciò non conta; probabilmente non è mai entrata in un ufficio postale. Alternativamente, che non se n’accorge nemmeno e che va bene così. Nemmeno i rappresentanti politici (di maggioranza e opposizione ) si sono dati da fare, da far sorgere il dubbio che quelle postazioni non siano adeguatamente presidiate.
E, allora, chiedo: cosa bisogna fare perché almeno stavolta (fermo restando che riusciremmo a scrivere un quinto e anche sesto articolo!) qualcosa succeda e si dia conto alla popolazione di quanto si è fatto? Ricordando anche la circostanza che in un’occasione di pesante disagio da parte dell’utenza, furono chiamati i Carabinieri a prendere atto della situazione. Che intervennero, parlottarono con l’allora direttora /dirigente e andarono via. Non è dato sapere se abbiano poi prodotto una relazione sul sistematico disservizio e disagio dell’utenza. Lasciata fuori a marcire, con vento e freddo o con la pioggia di questi giorni (la foto che correda l’articolo vale più di mille parole). Si tratta di una situazione insostenibile, ben conosciuta dagli stessi operatori cui va tutto l’apprezzamento per la loro operatività e anche sacrificio ma che in camera caritatis hanno dato atto all’estensore di questo pezzo di serietà professionale e correttezza per aver dato una rappresentazione reale dell’esistente.
E, dunque, che fare? Tante possono essere le iniziative che, come si dice, la legge consente. Cominciando con l’inondare di telegrammi la Direzione delle Poste, scrivendo semplicemente (poche parole, per non spendere troppo “Intervenite alla Posta di Via Celso – Nardò”, oppure, sempre con quell’argomento, raccogliere firme per dire la stessa cosa (non mi piacerebbe più farlo, non sortiscono effetto, non voglio cadere in depressione). Oppure, ancora, noleggiare un aeromobile e lanciare sulla città, come fece Gabriele D’Annunzio su Vienna il 9 agosto 1918, volantini con stavolta su scritto: “Aiuto, affacciatevi alla Posta di via Celso a Nardò”. Insomma, qualche idea ci potrà pur sempre venire in soccorso.
Vedete in che condizione miserabile siamo condannati!
Pietire un servizio decente, condannati al disservizio, in una parola fottersene di tutto e tutti. Ma, lasciando da parte la levità e anche la bizzarria delle possibili nostre iniziative, una cosa ben concreta si potrebbe fare. Coinvolgendo l’Amministrazione, nella persona del sindaco Pippi Mellone. Qualcuno (ma solo qualcuno) potrebbe dire: che c’entrano le Poste col Sindaco?
E’ chiaro che c’entrano, nel senso che il Sindaco (sempre che sia a conoscenza del problema esposto) potrà (e dovrà, questo il senso di tutto) farsi parte volitiva presso la Direzione delle Poste che non so dove sia. E dire (non c’è bisogno che gli invii un possibile testo): “Caro Direttore (delle Poste ndr), La informo che la popolazione di Nardò soffre maledettamente i disagi della “Posta Piccola” per questo e quest’altro) e potrebbe allegare anche i miei quattro articoli). E’ urgente intervenire. Vogliamo parlarne di persona? Cordiali Saluti – Il Sindaco Pippi Mellone”.
Credo si possa fare (ripeto, se si… comprendono i termini della questione, altrimenti Amen). Per quanto detto, c’è tutta l’urgenza del mondo. Si dia da fare (il Sindaco) e comunichi ai suoi concittadini la risposta nella calza della Befana.
LUIGI NANNI















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