
PER CHI SUONA LA CAMPANA? SUONA PER TUTTI!
(soprattutto per coloro che hanno perso le elezioni)
Non riporterò, se non di sfuggita numeri e cifre, percentuali e raffronti. In ogni caso, altisonanti i primi, impietosi gli altri, soprattutto per chi ha perso. E, come abbondantemente era stato previsto (almeno da chi scrive), le recenti elezioni politiche non potranno non avere (meglio dire, avranno!) conseguenze anche sulle amministrazioni locali. Elezioni come vaso comunicante.
E’ come se ci si fosse svegliati da un sonno disturbato e sogno angosciante collegato. Aperti gli occhi, abbiamo capito che si trattava di realtà. Probabilmente non più quella con cui sinora abbiamo avuto a che fare. Le elezioni hanno detto (Grillo compreso, su cui dirò qualcosa) che lo scenario è cambiato e probabilmente molte categorie della politica avranno bisogno di aggiornarsi.
Cominciamo con la guida a sinistra (come accade per i paesi anglosassoni) e diciamo chiaramente che la sconfitta del Pd in Puglia non ha precedenti per entità e significato. Tanto più clamorosa, quanto inaspettata. A dire il vero, non è proprio così. Da tempo il partito è debole sul territorio e crediamo che quello che si è verificato a Nardò possa valere e paragonato a tante altre situazioni. Volendo ricordare (un solo esempio) la recente elezione a sindaco di Lecce, dove Loredana Capone prese appena un voto su quattro. Gli altri tre toccarono al Pdl Perrone. Un record italiano e oltre. Ci si consolò dicendo che Lecce è storicamente di destra (ma, in passato, è però riuscita ad avere sindaco il professor Salvemini).
Il peccato più grave che al Pd è stato sempre imputato è quello che da tempo dondola tra “’autoreferenzialità burocratica e un’eccessiva inclinazione verso il lato grigio della politica” (Gianluigi Pellegrino). C’è anche qualche altra imputazione, ma non è giusto in questo momento calcare troppo la mano. E’chiaro che nelle ultime elezioni per il Pd si è cercato di remare tutti nella stessa direzione, non sono mancati gli sforzi, ma ugualmente è balzato agli occhi la procedura delle inutili e alla fine dannose “parlamentarie” (individuazione di deputati e senatori).
Francamente un po’ forzate e non rispondenti alle attese di cambiamento e dell’offerta politica.
Troppi burocrati in prima fila, troppi componenti di apparatchik salvati e qualche foglia di fico della società civile. Operazioni a tavolino (oggi le accuse cominciano a fioccare dal di dentro), ma piazze e quartieri desolatamente vuoti (nel senso di quello che si sarebbe dovuto fare). Insomma, un passo lento, lentissimo e poca attività. Il segno della mutazione dello stesso partito, storicamente sempre forte nella rappresentanza dei bisogni popolari. La politica vera, quella che non ha bisogno d’altro per spiegarsi.
Torniamo a Nardò con la guida a destra (in senso reale e figurato). L’affermazione del centrodestra a Nardò è stata roboante (fidatevi, anche senza cifre). E questo, probabilmente, darà il destro (!) per affondare sulla giunta Risi (l’ha già fatto con una nota il candidato alla Camera Mino Frasca che certo ha contribuito al risultato). “Prepariamoci” – questo l’invito fatto ai suoi, con direzione Palazzo Personè. Si tratterà di vedere se l’attuale amministrazione Risi riuscirà a fermare l’assedio, saprà districarsi con qualche colpo d’ala, riesca dopotutto ad andare avanti.
Ricordando comunque che il monstre Udc (localmente, una e trina e non in odore di santità, alle prese con contrasti e defezioni) è uscita con le ossa rotte; nemmeno il suo storico segretario Ruggeri è riuscito a farsi eleggere). Ma è evidente che anche a Nardò da oggi si parlerà di Movimento 5 Stelle a partire dal forte risultato elettorale (per i distratti: primo Pdl, secondo 5 Stelle, terzo Pd).
Non abbiamo la palla di vetro per prefigurare scenari futuri. Salvo immaginare una sorta di corteggiamento al loro movimento, essendosi accorti che è stata “buona la prima” (dal linguaggio cinematografico) al tempo delle elezioni comunali e altrettanto “buona la seconda”, per non capire che la politica presenta nuovi innesti. E soprattutto giovani. Di qui un prevedibile e augurabile loro protagonismo. Il prossimo futuro ci dirà della reale forza di questo movimento e del ruolo che potrà assumere nella nostra città.
LUIGI NANNI















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