NARDO' - Si costruisce ancora e ovunque. Ma, per fare un esempio, l'ex scuola materna di via Bellini sta cadendo a pezzi.
E’ ancora acceso il dibattito sulla demolizione della scuola media primo nucleo di via XX Settembre, soprattutto tra le famiglie dei ragazzi che sono stati improvvisamente "traslocati" come fossero scatoloni verso un altro edificio realizzato praticamente dalla parte opposta in cui vivono. Passata l'iniziale ubriacatura di selfie e video, più di qualcuno inizia a rendersi conto di che tipo di amministratori governano la città; ma questa non è la sola discutibile decisione presa dall'amministrazione comunale.
Altro scellerato "monumento" all'incompetenza di chi amministra è l’asilo nido in costruzione alle spalle dell'ex istituto agrario, in contrada "Castellino", una zona periferica rispetto della città e la cui collocazione desta forti dubbi per la presenza a poche centinaia di metri dell'ex discarica. L'area, in passato utilizzata per l'istituto agrario, aveva tutte le caratteristiche e potenzialità per essere riconvertita con altre finalità: polmone verde per la città, didattica scolastica e non solo. Si è però scelto di continuare a cementificare e costruire indiscriminatamente edifici pubblici senza tener conto di quelle che sono le vere esigenze della popolazione, del contesto sociale, urbanistico ed economico della città, senza tener conto delle statistiche sulle nascite e l'andamento demografico, segnando così l'ennesimo traguardo negativo per Nardò che risulta essere una città con altissimo consumo di suolo.
Nemmeno negli anni Settanta e Ottanta si è "amato" il cemento come negli ultimi 10 anni a Nardò.
Lo scopo è sempre e solo quello di sbandierare il finanziamento, convincere i cittadini neretini che sono baciati dalla fortuna con milioni di euro "che non dovranno restituire" (ma che hanno già pagato in anticipo con le loro tasse) e poi finalmente gestire il finanziamento per un tornaconto elettorale e la fortuna di pochi a danno di tutti. Mi chiedo, perché non si è deciso di recuperare, se possibile, o demolire l'ex scuola materna di via Bellini, abbandonata ormai da più di 10 anni? E' stato fatto uno specifico studio urbanistico preliminare per evidenziare i vantaggi della costruzione ex novo dell’asilo in contrada Castellino?
Come mai si è deciso di cementificare una zona libera e in periferia invece di realizzare il nuovo asilo in posizione centrale al posto dell'inutilizzato edificio di via Bellini? Possibile che scelte così importanti siano prese dagli amministratori come se fosse "una partita a carte"? Perché non si avvia un confronto con cittadini, professionisti e con chi è competente in materia? Sarebbe bello sapere dal sindaco Mellone e dagli assessori Sodero (servizi sociali), Puglia (pubblica istruzione), Giuranna (urbanistica) e Capoti (lavori pubblici) quali valutazioni, studi e approfondimenti sono stati condotti per arrivare a determinate scelte che stanno trasformando Nardò nella città senza anima e forma, nella CITTÀ DEL CEMENTO.
PAOLO DE BENEDITTIS
















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