NARDO' - Con la consueta ironia, stavolta condita da una spruzzata di (tanta) amarezza, la concittadina Serena Marchese ipotizza che sia quasi impossibile contrastare la maleducazione dei nostri concittadini.
Il "fatte li cazzi tua" che leggerete nella sua lettera è il paradigma di cosa rischia, nella migliore delle reazioni, chiunque faccia notare ad un neritino (ma a un leccese, un copertinese, un galatonese) una condotta disdicevole.
Chi scrive ebbe l'ardire di manifestare disappunto nei confronti di una stronza che svuotava in strada la propria auto (in corsa) da carte e cartoncini per poi ritrovarsi i ruvidi parenti sotto casa a chiedere conto di quel rimprovero.
Non so quale possa essere la soluzione. Non c'è gogna, multa, rimbrotto, sanzione che tenga. Stiamo peggio che in altre realtà ma sicuramente meglio di "altri" sud e ciò non ci può e non ci deve consolare. La classe politica, dirigenziale, gestionale è frutto di questa società per cui, sia pur "distillata" dalla stessa, è incline alla tolleranza, a lasciar correre, a non cercare soluzioni.
L'unica speranza è l'educazione, è la sensibilità che sapranno sviluppare le future generazioni ma questo è un argomento vecchio, sfruttato e che rischia di tramutarsi in una eterna illusione.
Mi verrebbe da dire che un governo coraggioso della città potrebbe multare qualcuno beccato in flagranza (mentre sacrica abusivamente rifiuti, mentre insozza, mentre danneggia) fino a togliergli le mutande, così da colpirne uno per educarne cento ma ho paura di essere tacciato come reazionario. Eppure le multe comminate a chi gettava per strada spazzatura "tracciabile" e riconoscibile (come le bollette) ebbero grande eco, qualche mese fa.
Ma come è finita? Sono state pagate o ci sono stati politici, avvocati, tribunali che poi hanno trovato il cavillo per far trionfare l'impunità?












NARDO' - Il mistero dell’ “Homo sapiens neritonensis” scandagliato a fondo da un ricercatore e autore di studi, Giampiero Dantoni.




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